Francesca Olivi: grazie a Viterbo convivono tutte le mie passioni

Francesca Olivi

Intorno ai 30 anni vivevo ancora a Roma, mia città natale, e mi dividevo tra il lavoro all’università la mattina e il teatro la sera. Un’amica in comune e un aperitivo a poche decine di metri da Piazza Navona, ha permesso a me e mio marito di conoscerci e dopo due anni di sposarci a Viterbo, città in cui lui aveva già scelto di vivere da anni, per studio e per lavoro, e della quale oggi si sente felicemente figlio adottivo.

I primi anni a Viterbo,  devo ammettere, sono stati un po’ duri, perché il mio lavoro era principalmente a Roma e ogni mattina  dover raggiungere la Sapienza con la macchina, il treno e la metro è stato molto spesso esasperante. Poi però sono arrivati i bambini e questo mi ha permesso di fermarmi per qualche anno e cominciare a vivere la città più serenamente. Ho iniziato ad integrarmi nella quotidianità della città che rievocava in me gli stessi ritmi e sapori del mio quartiere romano ai tempi in cui ero una bambina. La mia fortuna è stata, poi, la frequentazione con altre mamme che come me avevano le famiglie lontane, questo è avvenuto anche grazie al consultorio familiare presso il quale, grazie all’ostetrica Anna Indice, ho seguito un corso di formazione per mamme che avessero allattato i propri bambini per almeno i primi 6 mesi di vita. Così ho cominciato a far parte del gruppo di auto-aiuto “Mamme esperte”, che ogni venerdì mattina sostiene le neomamme in difficoltà.

Dopo il rientro al lavoro, è tornato anche un periodo difficile nel quale riuscire a ritrovare l’equilibrio tra la famiglia, il lavoro, la città e la mia passione per il teatro non è stato facile. Finalmente quest’anno sono riuscita ad ottenere il trasferimento all’Università di Viterbo nella quale ho trovato docenti e colleghi eccezionali che mi hanno subito accolta e fatta sentire perfettamente integrata e nel quale sento di poter  dare il mio contributo anche dal punto di vista artistico.

L’amore per il teatro è scoppiato intorno ai 20 anni dopo aver frequentato una scuola di recitazione. Ho avuto subito la possibilità di lavorare per il teatro con diversi registi e attori, oggi molto affermati, tra i quali Massimiliano Bruno ed Elio Germano e per la televisione e il cinema, con Luca Miniero, Paolo Genovese e Ivan Silvestrini. Nel frattempo  però è scoccato l’amore artistico tra me e due donne eccezionali, la regista Imogen Kusch e l’attrice Silvia Mazzotta, con le quali insieme agli attori  Giorgio Santangelo e Steffan Boje abbiamo costituito l’associazione culturale Klesidra, mettendo in scena testi che spaziano dalla drammaturgia contemporanea inglese, americana e italiana a adattamenti di testi esistenti sviluppati dalla compagnia. Nel frattempo mi sono appassionata di regia video e montaggio e nel 2003 ho scritto  e diretto il primo cortometraggio “E’ giusto così”, con Carolina Crescentini, sulla tematica dell’interruzione di gravidanza che è stato proiettato e premiato  in diversi Festival Italiani e Stranieri. Nel 2013 ho realizzato, durante la mia seconda gravidanza, una serie web ad episodi sulla tematica della maternità “Mamma giornoxgiorno”, visibile su youtube.

Ultimamente con la mia compagnia abbiamo lavorato alla composizione di un testo originale tratto  da sette opere di Shakespeare “La tredicesima notte  e il 13 e 14 giugno, saremo in scena a Viterbo al MAT in Via del Ganfione 16/18 www.klesidra.org .

Ora, quasi per magia, tutto si è allineato e dopo tanti anni di sacrifici posso vivere serenamente e gioiosamente tutti gli aspetti della mia vita, e di questo ringrazio mio marito, i mei figli e la dimensione umana di questa città.

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