FITA:XXII Premio Città di Viterbo alla compagnia “La Calandra” di Tuglie (LE)

Atmosfera delle grande occasioni a Palazzo dei Priori, per l’attesa premiazione del Festival Nazionale FITA – XXII Premio Città di Viterbo, domenica 5  novembre alle ore 11: un folto pubblico e un parterre d’eccezione hanno gremito la Sala Regia, applaudendo con calore le compagnie premiate. «E’ giunta al termine anche questa edizione del Premio Città di Viterbo, che è stato anche occasione per festeggiare i 70 anni di attività della FITA – Federazione Italiana Teatro Amatori», ha esordito Bruno Mencarelli, presidente della sezione provinciale. «Le compagnie in gara hanno portato sulla scena opere di elevata caratura artistica. La giuria si è riunita fino a tarda notte per emettere il verdetto, tutt’altro che facile. E dopo tanto tempo il Teatro Unione, riportato all’antico splendore, ha di nuovo aperto le porte e la scena al nostro teatro». Presenti alla premiazione anche Fiammetta Fiammeri della COEPTA “Confederazione Europea per il Teatro Amatoriale”, che ha lo scopo di coordinare l’attività delle federazioni di teatro amatoriale all’interno dell’Unione Europea, e Pasquale Manfredi in rappresentanza della FITA nazionale. La premiazione è stata preceduta dalla rappresentazione di un brano tratto da “L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello. In occasione della premiazione, è stato  conferito un riconoscimento particolare alla compagnia amatoriale “La Rupe” di Grotte di Castro, che ha portato con successo la sua riedizione del musical “Il Gobbo di Notre Dame” sul palcoscenico di Cracovia. Di rigore i ringraziamenti da parte della FITA per il sostegno e la collaborazione alla manifestazione, alle autorità comunali, rappresentate dall’assessore alla Cultura Delli Iaconi, agli sponsor, al Rotary Club, alla stampa che ha valorizzato e sostenuto il mondo del teatro amatoriale italiano convenuto a Viterbo. «Infine un grazie al pubblico, senza il quale il nostro operato sarebbe stato vano» ha concluso Bruno Mencarelli. «Il nostro scopo è stato quello di farvi divertire: se ci siamo riusciti, tornate a trovarci a teatro».

Premio per il miglior spettacolo: “Amleto vs. Romeo” di Fabiano Marti, portato in scena dalla compagnia “La Calandra” di Tuglie (LE); commedia brillante dove si immagina l’incontro fra due dei personaggi più celebri dell’arte shakespeariana. Motivazione del premio: solo chi conosce a fondo il teatro tradizionale può immaginare e mettere in scena questa divertente e intelligente commistione tra personaggi. L’opera si è aggiudicata anche il premio Media & Sipario, offerto dalla testata giornalistica on line specializzata in cultura e spettacoli.

Premio alla miglior regia: Carolina de la Calle Casanova, per la pièce “Virginia va alla guerra”, messa in scena dalla Compagnia Estragone di San Vito al Tagliamento (PN); l’opera, ambientata nella Grande Guerra, narra di un viaggio coraggioso e tutto al femminile, leggero e profondo al tempo stesso. Definita dalla giuria una perfetta macchina scenica, adatta al palcoscenico e al grande schermo, alla pièce è stato conferito anche il Premio del Pubblico.

Premio alla migliore attrice protagonista: Norina Benedetti, per “Virginia va alla guerra”, di cui è anche l’autrice.

Premio al migliore attore protagonista: ex-aequo Fabiano Marti e Federico Della Ducata, per “Amleto vs. Romeo”; la loro complementarità seppure contrapposta si è fusa in un’unica performance dalla straordinaria valenza espressiva.

Premio per il migliore attore non protagonista: Angelo Polce della compagnia “Amici del Teatro” di Valmontone (RM), per la sua interpretazione del dottor Purgone nella commedia “Il malato immaginario” di Molière. La compagnia è stata premiata anche per i migliori costumi.

Premio Memorial Francesco Mencaroni: Sandro Calabrese per la pièce “Ben Hur” di Gianni Clementi, rappresentata dalla compagnia romana “La bottega dei Rebardò”. Calabrese è stato premiato dalla figlia dello scomparso attore e membro della giuria FITA.

Premio Rotary: compagnia “Saro Costantino” di Rometta (ME) per la messa in scena de “La Giara” di Luigi Pirandello. La motivazione: l’utilizzo di giovanissimi attori come ottimo auspicio per il futuro del teatro amatoriale. La Compagnia è stata premiata anche per il miglior allestimento scenico.

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