Volontariato. Bastet con gatti scrittori e gattoparco cittadino

Quale sia il rapporto magico e affascinante che lega gatti, scrittori e celebrità, il mistero che attrae uomo e felino è stato raccontato dalla scrittrice Federica Marchetti in un incontro organizzato dall’associazione Bastet, presso la sede dell’ex tribunale Piazza Fontana Grande nell’ambito degli appuntamenti del Festival del Volontariato di Viterbo.
Come racconta la scrittrice, il gatto è stato tra gli ultimi animali ad essere addomesticato e da sempre, dai racconti della Bibbia, ad essere accanto soprattutto alla donna; la prima compagna di un gatto è stata Lilith, secondo la cabala antica, regina della notte, creata prima di Eva, dormiva accanto alle iene e ai gatti. Da lì in poi la storia è piena di gatti che hanno accompagnato l’umanità. La conquista più dura è stata però quella dell’uomo per la sua diversità dal cane, simbolo di fedeltà e devozione, mentre il gatto ha caratteristiche molto simili all’uomo, ma senza possibilità di parola. Questa figura elegante, buffa, misteriosa e dolce, la ritroviamo nel corso dei secoli nell’Antico Egitto nella divinità Bastet, dea della maternità e fertilità, fino al Giappone i gatti come compagni dei dignitari di corte; ai gatti voluti da Cristoforo Colombo sulle Caravelle per la caccia ai topi, i gatti di Richelieu, alla gatta che accompagnava Maometto nei suoi sermoni e che gli salvò la vita; la Gattaiola di Newton, per permettere ai gatti di uscire; la regina Vittoria che accolse a corte moltissimi gatti, all’attenzione per questo animale di alcuni politici come Lincoln, De Gaulle, Roosevelt, Rosa Luxemberg, Churchill, fino al gatto della Thatcher spodestato da Blair non amante dei felini. Nel mondo degli scrittori da ricordare Edgar Allan Poe, nel 1842 con Il gatto nero, poi Kipling, Elliott, Dickens, Sepulveda, con La Gabbianella e il gatto, Checov, Dumas, Twain, Neruda, Verlaine, Baudelaire, Apollinaire. Ma il piu amante di tutti fu Hemingway; nella sua famosa casa museo in Florida è nato il gatto dalle cinque dita, oggi abitata da una colonia felina di circa 56 esemplari. Il libro più bello, per la scrittrice Marchetti rimane però il romanzo “Io sono un gatto” dei primi del ‘900, autobiografia di un gatto, nato in un vicolo, che racconta la sua vita accanto ad uno scrittore fallito, dell’autore Natsume Soseki, chiamato il Dickens Nipponico.
L’incontro si è concluso con la presentazione dell’associazione Bastet da parte della presidente Silvia De Rosa. La Bastet, associazione Felina Viterbese nasce a giugno 2014 come organizzazione senza scopo di lucro, operante nel territorio di Viterbo e provincia, per l’assistenza e il supporto alle colonie feline e ai gatti abbandonati. L’obiettivo principale è la creazione di una nuova realtà che possa garantire la tutela e la corretta gestione dei gatti anche attraverso l’inserimento di annunci e supporto per adozioni, la creazione di gruppi d’acquisto e di una carta sconti e convenzioni per le cure e l’alimentazione del gatto. L’idea dell’associazione è stata quella di creare una rete non soltanto per fornire servizi, quanto garantire una collaborazione tra gattari con il prestito di attrezzature specifiche. Sono stati inoltre presentati due importanti progetti: il tesserino della solidarietà, per un supporto totale al gattaro e il gatto-parcocittadino, struttura alternativa ai gattili, pensando al riutilizzo dei tanti terreni comunali abbandonati esistenti nella nostra provincia, unendo poi progetti di adozione e pet therapy.

https://www.facebook.com/associazioneBastet

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