Federlazio indagine congiunturale. A Viterbo ripresa stabile traina l’export

Luciano Costantini

Sfumature di rosa su un paesaggio che presenta appena qualche timido rilievo. Ecco il quadro che Federlazio disegna sul pianeta delle piccole medie imprese viterbesi. Un parametro magari parziale, ma certo attendibile dell’economia della Tuscia, relativamente agli ultimi sei mesi dello scorso anno. “Situazione stabile che mostra segnali di ripresa, peraltro già rilevati nella indagine congiunturale del primo semestre 2017”, sintetizza il direttore generale, Giuseppe Crea. Meglio della Tuscia, che mette a segno un + 0,33%, fa la provincia di Roma che cresce dello 0,50% e quella di Frosinone che registra un più 0,41%, ma siamo davanti a Latina (+0,31%) e Rieti (+0,05%). Percentuali da prefisso telefonico che fanno sperare, che confermano però come dal tunnel della crisi non siamo ancora usciti. Dati positivi arrivano dal fatturato e naturalmente dall’export che continua a tirare, dal 37% al 50% in ambito Ue e dal 50% al 53% per i mercati extra Ue. Con l’ultima indagine arriva anche il tasso di internazionalizzazione delle nostre aziende ed emerge che il 57% di esse non svolge attività oltre i sacri confini della patria. Colpa della scarsità delle risorse umane e di quelle finanziarie. “Eppure sembra al momento l’unica leva per crescere”, sottolinea Crea. Che aggiunge come soltanto il 18% dei fondi pubblici e interprofessionali siano stati utilizzati dalle imprese. “Ma con il prossimo anno dovremmo fare meglio e di più”. Tiene l’occupazione, anzi fa qualche progresso guadagnando in sei mesi il 5,8%. Attenzione però, perché il 35% di questo aumento viene proprio dall’internazionalizzazione. Qualche leggero passo indietro sugli investimenti che passano al 40% rispetto al 41,7% dei primi sei mesi del 2017. Le banche hanno allargato leggermente i cordoni delle borse, ma ancora troppo poco: soltanto il 4% delle ditte che aveva chiesto un prestito lo ha ottenuto. Le previsioni raccolte parlano di una leggero miglioramento del tasso di ottimismo generale. “Ma attenzione – avverte il presidente di Federlazio Viterbo, Giovanni Calisti – perché dobbiamo affrontare e, se possibile, sconfiggere i nostri peggiori nemici, la pressione fiscale e la burocrazia. Altrimenti non c’è speranza”.

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