Federica Marchetti: la scrittrice che ha tinto di giallo Viterbo

marchetti

Il 26 giugno si apre a Viterbo la cittadella della cultura più divertente del mondo con Caffeina Festival e Federica Marchetti presso il Gran Caffè Schenardi alle ore 19,00 presenterà il suo libro  A proposito di Agatha Christie. Incontro con la “signora del giallo”, dove attraverso la lettura delle sue opere porta alla luce l’eredità culturale lasciata da Agatha Christie e l’importanza del suo messaggio.

Federica, scrittrice, freelance e art director…dove nasce la sua passione per la scrittura e per il mondo del giallo?

Fin da bambina ho sempre raccontato e la mia voglia di scrivere nasce da una voglia di raccontarsi. Dai racconti delle storie inventate da mia nonna, ho poi proseguito con i racconti da adolescente e con la poesia da adulta che ad un certo punto non mi è più appartenuta; gli studi universitari mi hanno reso una forte lettrice fino a far scattare la molla di voler scrivere di nuovo e a più ampio respiro. La mia passione per il giallo scoperta prima da studiosa, giornalista e poi come autrice. All’inizio il giallo è stato il mondo del Gatto Nero nato come prima fanzine (rivista amatoriale ndr) in Italia nel 2000, poi diventato un sito e negli anni Il Gatto Nero è diventata una libreria, immaginata davanti Porta Romana nel crocevia tra la Cassia e la Cimina, delle mie protagoniste dei racconti gialli che sto scrivendo in questi anni.

L’accostamento delle figure femminili dei suoi libri: la cantante Madonna, Jane Austin, Jessica Fletcher, Agatha Christie e le tue protagoniste. C’è un filo conduttore?

Le figure femminili nella mia vita sono state più importanti rispetto agli uomini, più forti e numerose. Queste figure protagoniste alle quali ho dedicato i miei libri non sono state scelte ma ritrovate lungo un percorso, scoprendole più incisive e prorompenti nel provocare una rottura e lasciare un profondo segno. Jessica Fletcher ha raccolto l’eredità letteraria di Agatha Cristie con Miss Marple e ha aperto il giallo televisivo a tante donne; nel mondo della musica pop Madonna ha dato una veste nuova nel bene e nel male alla donna sul palco, ha cambiato il modo di fare concerti, a lei sono debitrici molte successive figure femminili musicali. Con Jane Austin ho scoperto la grandezza della sua scrittura che nell’immobilità dell’Inghilterra regency, non raccontando apparentemente niente di clamoroso riusciva a dire tutto…ne sono rimasta molto colpita, poi nel tempo ho anche scoperto una curiosa coincidenza nel mio destino ossia quella della data di pubblicazione di Orgoglio e Pregiudizio con la mia data di nascita.

Il Gatto Nero come nasce?

Nasce nel 2000 come prima fanzine in Italia dedicata al giallo. Il numero zero ha proprio la veste della fanzine degli anni ’70 e ’80, ciclostilato su fogli gialli e lo iniziai a inviare ai miei contatti “gialli” conosciuti durante gli anni di ricerca per la tesi, arrivando in Canada, in Spagna, in Francia.

Il nome è omaggio alla mia gatta nera musa ispiratrice ma anche a Edgar Allan Poe. La conoscenza della fanzine si è estesa fino alla chiamata della casa editrice romana del Falcone Maltese, che era una rivista di giallo nascente, nella cui redazione ho poi lavorato come specialista di televisione.

La rassegna Viterbo in Giallo. La prima apertura della città al mondo del Giallo. Come è stata questa esperienza?

E’ durata due anni. Ho messo in campo tutta me stessa, le mie passioni, i miei contatti. Dalla partecipazione di uno scrittore ed editore è nata la proposta di un’antologia di racconti gialli ambientati a Viterbo, occasione per l’incontro e la creazione della seconda edizione di Viterbo in Giallo. Ma tutto è avvenuto all’insegna dell’indifferenza viterbese  e anche della mia incapacità di chiedere finanziamenti e cercare sponsor. Ho però continuato a parlare di giallo grazie a Caffeina e all’associazione culturale Mariano Romiti.

Viterbo protagonista nei tuoi racconti…

Ho rimesso in gioco Viterbo come coprotagonista dei racconti gialli che scrivo, a partire dalla fantomatica libreria Il Gatto Nero. Ho riunito i miei racconti nel romanzo “C’è un cadavere in libreria”, dove racconto le gesta di due amiche libraie, le loro indagini durante i delitti incontrati per caso ma anche Viterbo stessa con i suoi cittadini, le sue atmosfere, i pettegolezzi.

“Quando correvo su e giù per l’Italia dietro ai Litfiba. Diario di viaggio di una fan girovaga.”  La storia di un’altra grande passione.

Da Bennato, Battiato, i Kiss, il rock degli anni ’70,  i Duran Duran, Madonna…negli anni ’80 mi scontro fisicamente con i Litfiba e mi innamoro della loro musica; li ho seguiti febbrilmente per ben 30 concerti ovunque su e giù per l’Italia, conoscendoli durante prove e backstage, diventando la loro “mascotte”. Poi la loro musica è cambiata e anche la mia vita. Ho continuato a seguirli a distanza;  nel 2013 la reunion e ricominciano i concerti ai quali poi non mi sono sottratta, riaprendo così i miei contatti con loro e facendomi nascere il desiderio di raccontare quegli anni di fan girovaga, diventando il libro stesso indissolubilmente la seconda parte di un’ipotetica trilogia musicale.

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