Facebook: gli utenti potranno valutare le notizie. Ma chi valuta gli utenti?

Diego Galli

Una pagella di affidabilità per le testate giornalistiche. È questa la nuova trovata anti-fake news che Facebook ha da poche ore cominciato a testare. Attraverso questo nuovo strumento, agli utenti sarà concesso valutare l’affidabilità delle notizie che compaiono sulle loro bacheche personali. Chiaramente, tra la sperimentazione e la realtà vi è di mezzo un mare tutt’altro che virtuale. L’intento di Mark Zuckerberg di recuperare la fiducia persa negli utenti è palese. Lo scandalo Cambridge Analytica ha stravolto ampiamente le fondamenta del colosso di Menlo Park (ma a farne le spese pare sia essere stata solo la società anglofona, che ha dovuto chiudere i battenti) e ora si tenta il tutto per tutto concedendo maggiore potere agli iscritti. Facebook vuole essere, ora più che mai, un Social dalla parte del popolo, che allontana le fredde menti analitiche delle Intelligenze Artificiali. Gli spettri di questa decisione sono però molti e preoccupano. Il primo pensiero, sollevato da varie voci, è quello più ovvio: chi impedirebbe a gruppi di utenti di valutare negativamente le news di una testata semplicemente per partito preso? La “professione” dell’hater, colui che odia senza motivi specifici su internet, è un altro dei problemi. Per non parlare, poi, di possibili gruppi di persone che potrebbero essere pagate per recensire negativamente un giornale dal suo concorrente. Non è cosa rara vedere come intere comunità si scaglino spesso contro certi individui, attività o aziende, sommergendole di recensioni negative, commenti indigesti e anche pesanti insulti.

Insomma, non è semplice parlare di democrazia virtuale poiché gli elementi di controllo sono spesso latenti e solitamente controllati dalle stesse aziende che gestiscono questo o quel Social Network.

Il giorno in cui Facebook potrà essere visto come un ambiente super partes, dove ogni notizia riportata sia completamente neutra, sembra ancora molto lontano. Concedere agli stessi utenti, a tutti gli utenti, lo scettro del comando è un’idea folle e potenzialmente populista, travestita da libertà democratica e di manifestazione del proprio pensiero. Vi è, oggi più che mai, la necessità di ricordarci che il migliore strumento di valutazione di una notizia siamo noi stessi, senza dover ricorrere alla recensione di qualcun altro. Per questo è necessario restare sempre informati e ascoltare tutte le campane prima di decidere da che parte stare, senza lasciarci influenzare da commenti e valutazioni altrui. La ricetta giusta sarebbe quella che per tanti anni ha governato il mondo dell’informazione: le vendite e, nel caso del mondo virtuale, le visualizzazioni. Non le recensioni.

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