Storie di affido: Esco a prendermi un Caffè

affido

Arlaf (Associazione romana e laziale per l’affidamento familiare) dà una mano sia ai bimbi in affido che alle famiglie in difficoltà. Un lavoro di precisione e confronto continuo che rimane nell’ombra. Nascosto dalla fatica umile e senza pretese dei volontari. Coordinatrice ne è Carmela Grassotti, grande testimonial dell’affido, nel logo di Arlaf è stato aggiunto da tre anni un pay off che risponde a un nome, quello di Giuseppina Speciale. Lei così creativa – dice -. Carmela avrebbe sicuramente organizzato qualcosa di bello. Noi, invece, che facciamo? Che ci inventiamo senza Giusy?.Magari un libro raccontando quelle storie toccanti di affido che anche Giusy Speciale, di nome e di fatto siciliana d’origine scomparsa nell’ottobre 2012 morta all’ottavo di mese di gravidanza con il suo piccolo che avrebbe voluto chiamare Manfredi, conosceva direttamente. Quella per Arlaf una testimonianza diretta avendo avuto lei stessa una bimba in affido nel 2008 tenuta quattro anni. Il libro che sarà presentato al Gran Caffè Schenardi , coordinato dalla giornalista Rossella Cravero edito da Sette città è stato scritto da Maria Grazia Fontana, intervengono: Maria Grazia Fontana, Carmela Grassotti, Maria Irene Sarti, Angelo Russo. Un titolo alquanto invitante e poco sospettoso sull’argomento “Esco a prendermi un caffè” Ma per saperne di più basta partecipare alla presentazione il 9 giugno alle ore 18.00 al Caffè Schenardi, l’ingresso è aperto a tutti coloro che potranno scoprire meglio che l’affido è un progetto di accoglienza .Il libro di Maria Grazia Fontana ne conforma le storie di vita. “In pochi parlano delle loro vite quando sono allegre e spensierate e sembra che invece vadano raccontate storie tristi, o complicate, o dolorose. Questa è la storia di una vita bella, ma silenziosa. Raccontata da altri e quindi a tratti immaginata, o meglio interpretata. Sono esistenze non viste, sentite con l’anima e forse mai vissute. A noi piace pensare che siano serene e speriamo di dare voce a chi non è capace di esprimersi, a chi non dice “ti amo”o “sei prezioso per me”, ma te lo fa capire con un sorriso o una smorfia che a noi pare un sorriso “…

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