Elisabetta Pesce: dopo Prada e Versace, per creare sceglie Viterbo

eli.b

Dalla mia città Torino, a 23 anni nel 1995 mi sono trasferita a Parigi per terminare un percorso di studi.
Dopo un breve stage ho iniziato a lavorare per Versace a Parigi.
Nel 2001 mi sono trasferita a Milano dove ho continuato a lavorare da Versace e in seguito nel 2004 da Prada.
Ho preso una specializzazione allo IED di Milano in marketing and sales management.
Nel 2009 nasce mio figlio Ludovico e, dopo essere rientrata al lavoro dalla maternità, comprendo che sono pronta per intraprendere un progetto nuovo. Quel mondo finto e pieno di regole mi va stretto. Voglio la mia libertà. Voglio essere libera di vivere, di pensare e di esprimermi.
Intanto cerco un luogo tranquillo e a misura di famiglia per occuparmi di mio figlio con più serenità e lontano dallo stress del quadrilatero della moda milanese, dal suo fascino e dalla sua altezzosità.
Un giorno a pranzo durante una breve vacanza a Viterbo, in una delle piazze storiche della città, mi sono immaginata la vita in un posto così, fuori dalla mia realtà quotidiana. Un posto antico, pieno di storia, dove il tempo scorre lento. Quel giorno ho pensato a quanto fosse bizzarro vivere in un posto così. Meditato e fatto. Il mese dopo mi ci sono trasferita.
Era esattamente come mi immaginavo. Mi sembrava di interpretare un film di De Sica degli anni ’60…….ero stata un po’ folle, ma a volte il nostro percorso è già scritto e le strade si seguono senza un vero perchè.
Nel frattempo i miei abiti stavano in un cassetto. Il mio progetto non era ben definito ed è nato e prendeva forma lavorando nel mio negozio aperto in via Orologio Vecchio, un po’ in disparte e senza dare nell’occhio.
Ho cominciato a “progettare” qualche vestito che fosse fuori dal tempo come la città, un po’ vintage, semplice com’è la provincia ed ho iniziato ad immaginare tutti quegli abiti costosissimi, che tanto avevo visto nella mia vita, riadattati per la gente comune. Ho voluto immaginare una donna di nuovo femmina, una donna che si sente bella perché indossa l’abito della domenica, come una volta, quando si andava a messa e si mettevano guanti e cappellino.
Ecco, quel tipo di donna ho immaginato a Viterbo e ho voluto realizzarla e renderla contemporanea.
Ora posso dire che dal mio camerino di Corso Italia 20 escono “madame e mademoiselle” piene di classe ed eleganza e quando si specchiano e mi dicono “mi sento bella” mi riempiono di orgoglio e di emozione perché tutto il percorso fatto nella mia vita è racchiuso in quell’immagine, in quelle donne che interpretano appieno il marchio ELI.B.
Ho mantenuto i contatti con l’estero e ho portato i miei abiti fuori dall’Italia grazie alla collaborazione con Ellen Cornelis, artista Belga e designer di borse e accessori e Henrietta Janosi che con il sito Pink-Code ha portato le mie collezioni a Budapest, dove hanno sfilato durante la fashion week 2015 e a Parigi. Ma è qui nella bella provincia viterbese che ho realizzato il mio sogno e ritrovato quella leggerezza che pure i miei abiti sanno far vedere.

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