È morto scrittore Tomsich, autore di Cantavo Giovinezza

È morto, in una casa di cura di Viterbo, all’età di 90 anni lo scrittore, poeta e giornalista Gustavo Tomsich. Tra i suoi libri di poesie «Racconti di una vita», «Lettere ad Anja» e «Uomini, prore, miraggi». Nato a Zagabria il 16 luglio 1924 come August Marjan Zlatco Tomsic, da famiglia slovena, a 6 anni venne affidato ad un orfanotrofio in Italia, a Viggiù.
A 18 anni scrive le prime poesie che vengono pubblicate da Giorgio Almirante nel bollettino interno del Ministero della Cultura Popolare. La sua adesione giovanile al fascismo è stata da lui raccontata in «Cantavo ‘Giovinezzà»: divenuto «figlio del fascismo», si trasferì a Salò per vivere gli ultimi giorni del regime. La sua vicenda autobiografica è nel volume «1945, l’anno della rivolta» di Severina Rossi e Gustavo Tomsich (Giunti Gruppo Editoriale, 1995).
Nei primi anni ’50 Tomsich presenta alcune poesie al Premio San Babila di Milano: nonostante le
ricerche non è stato rintracciato perchè ormai imbarcato su navi mercantili e il riconoscimento viene assegnato a Andrea Zanzotto. In quegli anni gira il mondo su navi da carico come ufficiale
radiotelegrafista e fa servizi giornalistici che pubblica al suo ritorno a Milano. Tra un imbarco e l’altro partecipa attivamente alla vivace vita culturale del momento, che verrà chiamata «Scapigliatura milanese», con gli amici, Roberto Crippa, Gianni Dova che illustrerà «Uomini, Prore e Miraggi», Cesare Peverelli ed Enrico Baj.

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