Una Donna Rimasta Sconosciuta: nei luoghi della seconda guerra

Una visita, guidata da Agata di Francesco, ai luoghi della seconda guerra mondiale a Viterbo Mercoledì 8 giugno 2016 ore 10.00 Piazza della Rocca. Sulle tracce di “Una Donna Rimasta Sconosciuta”.

“Chi risale via Raniero Capocci verso Piazza Gramsci a Viterbo, ai piedi delle mura trova un masso di peperino rotondo.
Nel masso è incastonata una lapide di travertino che ricorda una rappresaglia tedesca contro inermi cittadini. In quel luogo, l’8 giugno 1944, vennero trucidate tre persone.
Due uomini, viterbesi, di loro la lapide riporta il nome, e una donna,
“una donna – dice la lapide – rimasta sconosciuta”.
La lapide, negli anni, ha ricordato e continua a ricordare quella donna e la sua tragica fine. Che di lei non si conosca il nome, l’età, la provenienza, gli affetti, le speranze, le fatiche, le gioie, ma solo la fine tragica, accende la fantasia.
La fantasia immagina, inventa migliaia di storie di donna tutte convergenti verso quell’epilogo. La fantasia crea un simbolo che ridesta il ricordo, testimonia i tanti epiloghi simili subiti da donne rimaste sconosciute e morte tragicamente.
Il simbolo ammonisce su quanto accade quotidianamente: donne rimaste sconosciute, che periscono in fondo al Mediterraneo per mano di pirati che dovevano portarle a pagamento verso un mondo migliore, o che muoiono lungo sentieri di guerra che terminano contro barriere invalicabili di filo spinato.

Vogliamo valorizzare questo simbolo a rimembranza di tragedie dimenticate e a monito di tragedie attuali, per rendere vigili le coscienze contro i pericoli evidenti ed operanti di un ritorno di passate barbarie.

Questo è il senso della celebrazione odierna, come quello dell’anno scorso, come quello degli anni venturi”.

Giovanna Cavarocchi
Presidente Auser Viterbo

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