Dilaga la moda delle classi unisex. Nel ’30 c’era Accademia femminile

accademia femminile orvieto

In America sono tornate di moda le classi tutte al femminile e il dibattito impazza. Il Nostro Paese non è stato ancora contagiato da questo nuovo Trend, anche perché nuovi studi, tra cui quelli di un’università canadese, pubblicata sulla rivista specializzata Sex Roles ha dimostrato che nelle classi unisex non si studia meglio, anzi.

Però nella vicina Orvieto, negli anni ’30 l’Accademia femminile era un fiore all’occhiello. E adesso un video su Youtube, reperto storico di grande valore, targato Archivio Storico Luce, riporta alla luce il mondo di allora.

qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=VjMV2x7zc_U&feature=player_embedded

“La Gioventù Italiana del Littorio, ha nell’ accademia femminile di educazione fisica di Orvieto, la scuola delle future insegnanti di questa disciplina, alla quale il Regime attribuisce giustamente tanto valore”.  Così viene descritta l’Accademia femminile di educazione fisica di Orvieto, nell’unico video rintracciabile su youtube e reperto storico di grande valore, targato Archivio Storico Luce.

Nel 1928, a seguito  della riforma Gentili, prese vita la Scuola fascista di educazione fisica, nel che 1932 si trasferì nella sua sede definitiva al foro Mussolini. Questo istituto doveva formare gli insegnanti di educazione fisica delle scuole e gli istruttori ginnico-sportivi dell’Opera Nazionale Balilla. Il presidente di quest’ultima, Renato Ricci, a solo un anno di distanza, le cambiò nome denominandola “Accademia fascista di educazine fisica”, per poi diventare l’ “Accademia del GIL (Gioventù Italiana del Littorio)”.

Proprio una delle sedi del GIL, fu collocata a Orvieto. Era l’Accademia fascista femminile di educazione fisica, fondata a Orvieto appunto nel 1932, e istituto analogo e complementare a quello di Roma. In questo centro, venivano formate le insegnanti di ginnastica e le dirigenti delle Piccole e Giovani Italiane.  L’insegnamento alle giovani avveniva secondo criteri razionali. Accanto alle necessarie materie di studio, quali quelli attinenti alla medicina e all’igiene, praticavano attività ritmiche e sport che dovevano procurare sviluppo armonico del corpo, piuttosto che atletico. I loro corpi dovevano essere messi alla prova, perchè essere potessero diventare << vere e proprie educatrici fasciste>>.

Nel video le si osserva marciare in perfetta armonia e coordinamento, con le loro maglie bianche e le gonne nere al ginocchio; oppure eseguire esercizi d’equilibrio, nei chiostri della loro Accademia. Ma ciò che più risalta all’occhio, è la serenità impressa sui loro volti. Il duro lavoro fisico non sembrava turbarle; il sorriso le accompagnava nei momenti dedicati alle danze popolari o nelle lezioni sui pattini a rotelle. Non solo: Cantavano tutte in coro attraversando in bicicletta le vie del borgo orvietano; oppure le si vede spensierate a camminare per  prati o su una panchina a leggere libri. Quasi come se non le toccasse per niente l’incombere imminente della Seconda Guerra Mondiale.

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