Diego Fusaro a Viterbo tra filosofia del dissenso e Pasolini

La filosofia del dissenso è la protagonista del prossimo incontro (sabato 25, ore 17,30) alla biblioteca consorziale di Viale Trento a Viterbo con Diego Fusaro. Il noto studioso e filosofo torinese presenta il suo ultimo volume “Pensare altrimenti” pubblicato da Einaudi e propone una lettura critica de “Le Ceneri di Gramsci” di Pasolini, proponendosi anche come un inatteso quanto gradito fuori programma della rassegna Elogio della Poesia, che tanto successo sta riscuotendo fra il pubblico della biblioteca.

Secondo Fusaro, «L’ordine dominante non reprime, oggi, il dissenso. Ma opera affinché esso non si costituisca. Fa in modo che il pluralismo del villaggio globale si risolva in un monologo di massa. Perciò dissentire significa opporsi al consenso imperante, per ridare vita alla possibilità di pensare ed essere altrimenti». Il volume si presenta come un antidoto al pensiero unico e sulle strategie per opporvisi, pensato per i dissidenti a cui non piace “fare pace col mondo”.

Diego Fusaro (Torino, 1983) insegna “Storia della filosofia” presso l’Università San Raffaele di Milano ed è, inoltre, docente presso lo IASSP (Istituto Alti Studi Strategici e Politici). È studioso della filosofia della storia e delle strutture della temporalità storica, con particolare attenzione per il pensiero di Fichte, Hegel, Marx e per la “storia dei concetti” tedesca. Dirige la collana filosofica “I Cento Talleri” dell’editrice Il Prato ed è il curatore del progetto internet “La filosofia e i suoi eroi” (www.filosofico.net). Tra i suoi libri più recenti: Bentornato Marx!(Bompiani, 2009), Essere senza tempo. Accelerazione della storia e della vita (Bompiani, 2010), Coraggio (Cortina, 2012), Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo (Bompiani, 2012), Idealismo e prassi. Fichte, Marx e Gentile (Il Melangolo, Genova 2013), Il futuro è nostro (Bompiani, Milano 2014), e Fichte e l’anarchia del commercio (Il Melangolo, Genova 2014), Antonio Gramsci (Feltrinelli, Milano 2015). È editorialista de “La Stampa” e de “Il Fatto Quotidiano”. Si definisce “allievo indipendente di Hegel e di Marx”. Nel 2016 ha tenuto un seminario su Gramsci presso la Harvard University.

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