“Dentro Santa Rosa Oltre Santa Rosa” il racconto di una grande storia d’amore

Chiara Mezzetti

“Dentro Santa Rosa Oltre Santa Rosa”. È questo il titolo del nuovo libro fotografico targato Disucom, ed edito Settecittà, presentato mercoledì 20 settembre presso l’aula magna di S. Maria in Gradi.
I due colori protagonisti sono il bianco e il rosso, a testimonianza del duplice binario su cui si muove l’idea narrativa alla base del progetto.
Tanti scatti, ognuno con una propria didascalia, per raccontare la Macchina di Santa Rosa attraverso le immagini dei facchini da una parte, dell’intera città di Viterbo dall’altra. Tutto si svolge nelle 48 ore della festa, e il mezzo per raccontarlo sono gli occhi dei ragazzi del laboratorio di fotografia del Disucom e degli studenti dell’alternanza scuola-lavoro del Ruffini, sotto la guida del direttore di dipartimento Giovanni Fiorentino.
C’era davvero bisogno di un altro libro su Santa Rosa? La risposta arriva chiara dal decano del Disucom, Gaetano Platania: “non è un libro su Santa Rosa, ma il racconto di una grande storia d’amore: quella tra i cittadini e Viterbo”. Il prodotto è innovativo per il suo “taglio scientifico”- come afferma orgoglioso il rettore dell’Università degli Studi della Tuscia Alessandro Ruggieri-, per la varietà di punti di vista di cui si nutre, ma anche per il packaging. Il libro infatti è un tascabile, e si può sfogliare da entrambi i versi, per una fruizione delle immagini a totale discrezione del lettore.
“Sono rimasto colpito dalla grafica e dall’impaginazione, ma soprattutto, da addetto ai lavori, dal fatto che sono riuscito a vedere la Macchina da lontano”- questo il commento di Raffaele Ascenzi, architetto e ideatore della Macchina di Santa Rosa. Peculiarità del libro è infatti proprio il punto di vista dei ragazzi, che come turisti e spettatori hanno “rincorso i facchini”- dicono ridendo- e immortalato la tradizione con uno sguardo nuovo: la prospettiva del pubblico.
Un prodotto editoriale tutto nostrano, che il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, si augura “possa valicare le mura della città e rivolgersi, oltre a chi ama la festa, anche a chi non la conosce” perché “la forza motrice del progetto è il cuore, lo stesso cuore dei facchini, dei cittadini”.

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