Dancalia, il fascino dell’Africa immortalato da Gianni Tassi

Cratere del vulcano Erta

Dopo Vittorio Storaro, al Museo della Ceramica di Viterbo è la volta di  “Dancalia, terra di conquista”, reportage fotografico di Gianni Tassi, giornalista de “il Messaggero” e fotoreporter in diverse zone di guerra. Intense immagini raccontano la bellezza e l’importanza di uno degli ultimi tesori dell’Africa: Dancalia, una regione che tra dieci anni potrebbe non esistere più per colpa del progresso e del profitto.  Un Paese al confine tra Etiopia, Eritrea e Repubblica di Gibuti, dove il fotoreporter è stato per dieci giorni nello scorso dicembre insieme a un gruppo di vulcanologi dell’Università di Pisa, con la protezione di una scorta armata, vista la situazione di conflitto tra gli stati confinanti. Sotto questo crudele e arido territorio, si nasconde un prezioso giacimento di potassio, oggetto di interesse per le grandi multinazionali della Cina, Canada e Stati Uniti, usato in agricoltura nei fertilizzanti e nella fabbricazione di esplosivi.

Nella mostra alcune scatti fermano lo sguardo e la quotidianità del popolo Afar, che vive in capanne di fango e foglie costruite nel deserto e che, nonostante i tentativi del governo etiope, non ha voluto rinunciare alla condizione nomade e guerriera. Tassi trasmette attraverso i colori delle fotografie la magia di questa terra, fatta di grandi bacini di sale che la popolazione locale vende, formando le cosidette carovane del sale; di geyser, acque ribollenti e infine l’Erta Ale ( 150 metri sotto il livello del mare), uno dei vulcani più attivi al mondo.

Splendidi paesaggi e ricordi emozionanti di un’esperienza vissuta lontano dai ritmi del mondo occidentale che sta cercando di conquistare questa terra non per proteggerla e conservarla ma per impoverirla, creando illusioni di miglioramento nella popolazione locale.

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