Dalla Tuscia al Monte Athos, per riaccendere la tradizione delle piante medicinali nei monasteri

Luciano Pasquini

L’Università della Tuscia eccellenza nostrana, da anni lavora con i monasteri Ortodossi del Monte Athos attraverso il “PROGETTO ATHOS” di cui il Dott. Roberto Miccinilli, è coordinatore e responsabile, su come recuperare e nel contempo rinnovare la tradizione dell’uso delle piante medicinali, in collaborazione con monastero di “Vatopedi” Il Progetto ATHOS inizia così nel 2008 nasce dalla volontà dei monaci e da un incontro casuale utile a recuperare saperi che col tempo stavano sparendo. La sinergia nata con la l’Università della Tuscia che negli anni si e consolidata, fino ad inaugurare presso i locali del monastero un laboratorio adatto alla conservazione e allo studio delle piante medicinali. Dagli inizi spartani dove le lezioni venivano tenute nei locali della stireria, senza dubbio un bel risultato. I permessi per poter accedere vengono, rinnovati annualmente ed hanno portato cosi la nostra delegazione ad entrare in sintonia con la vita del monastero a condividere i lavori comuni, come gli intensi momenti dedicati alle loro celebrazione religiose. E qui la seconda sorpresa viene da chi sul monte Athos chi ci è stato veramente, ben dodici volte, in qualità di fotografo dello Staff dell’Università della Tuscia e addetto alla documentazione del materiale raccolto è il Fotografo professionista, Sergio Galeotti nato a Viterbo dove risiede, specializzato in reportage geografici ed etnografici, di architettura, archeologia, tradizioni popolari e fotografia di opere d’arte collabora con le principali testate geografiche, di viaggio e di turismo, conosciuto per i suoi reportage in tutto il mondo ,nel suo studio vicino alla chiesa dei Frati Cappuccini, dove lavora, l’ambiente ricorda quello dei grandi viaggiatori, cimeli, gigantografie ricordi dei luoghi dei numerosi viaggi sono appesi alle pareti, inizia cosi un “viaggio” al Monte Athos fatto di foto stupende di luoghi che sembrano appartenere ad un altro pianeta, storie di Monaci che provengono da tutto il mondo da ogni estrazione sociale e di essi, un giorno hanno mollato tutto per ritirasi in preghiera e lavoro lontano dalla confusione del mondo. Dalle foto oltre all’aspetto documentaristico trapela una forte empatia con i monaci e i momenti della giornata che caratterizzano la loro vita quotidiana una galleria fotografica che in parte si può vedere sul sito di Sergio Galeotti ( www.sergiogaleotti.com/gallerie/athos-01.html ) e sul sito dedicato al progetto ( www.progettomonteathos.it).

Il Monte Athos uno scrittore di Viaggio come Robert Bayron nel suo Viaggio alla montagna sacra delle Grecia ( 1905 – 1941)lo descriveva così:

Sul balcone, quando la posizione che occupa nel monastero gliene concede il possesso, coltiva i suoi vasi di basilico e i suoi fiori. Sul balcone siede, nelle sere estive, col mare soltanto tra lui e l’eternità, mentre un veliero passa dolcemente e sull’orizonte una grande nave si dirige verso il tramonto e verso il mondo. Sul balcone egli ripensa al passato, ai Continenti che ha visitato e alle guerre che ha combattuto, alla Grecia e al mondo greco, a Costantinopoli e alla costa abbandonata dell’Asia Minore. Qui conversa con i coetanei delle cose del monastero, dell’elezione dell’abate, degli anziani , o degli epitropoi. Qui, quando la comunità è idiorritmica, mangia e beve. il sole tramonta dopo aver esitato un momento sull’orlo del mare. Nel cielo si diffonde un chiarore verde pallido che si sostituisce pian piano alla luce color arancione acceso, e inghiotte la nera linea di Longos. Spuntano nel cielo le stelle; una sorgente luna illumina la terra. Egli va a letto, e si alza alle tre per andare in chiesa, dove le fiamme dorate delle candele getta ombre, ma non luce. Lentamente sorge l’alba, s’insinua esangue attraverso le finestre, da forma alle colonne, fa impallidire le fiammelle “ Gloria al Padre, al Figliolo, e allo Spirito Santo, ora e per sempre, per tutti i secoli dei secoli”. Così, dopo aver cantato le lodi del Signore incomincia una nuova giornata.

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