Da Trevinano ad Acquapendente: l’Alta Tuscia tra nobili, artisti e magnifici panorami

Luciano Pasquini

Trevinano frazione di Acquapendente, centoquaranta anime, un affaccio privilegiato sulla riserva naturale del Monte Rufeno, che con un’estensione di tremila ettari, è il punto ideale per la partenza delle escursioni, per gli amanti della camminate. La cooperativa L’ape Regina di Acquapendente sortisce da faro, e ci ha guidato nella scoperta del territorio dell’Alta Tuscia, con uno staff preparato e disponibile. Al tratteggiare il confine del paese il Castello Boncompagni Ludovisi che racconta la storia delle famiglie nobili, che nel corso dei secoli si sono succedute, nelle stanze in parte adibite a dimora il Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi e la Principessa ospitano spesso musicisti provenienti da tutto il mondo, per concerti tenuti al castello. Capita cosi nel visitare il maniero di ascoltare Chopin in sottofondo eseguito al pianoforte dal giovane e promettente Alessio Chiuppesi spesso ospite del Principe. L’affaccio dalla terrazza apre a una stupenda vista sulla valle sottostante.

Mario Vinci è un artista di Acquapendente, lo si trova prima di oltrepassare il ponte sul Paglia. Nel suo laboratorio crea le sculture, l’ambiente raffigura con esattezza la bottega di un vero artigiano per precisione e accuratezza, una lunga finestra a vetri illumina l’intero locale. Il suo il racconto scorre veloce tratteggiando una vita già sui banchi di scuola dove la sua vera passione era il disegno. Inizia cosi a lavorare con l’argilla un materiale povero usato allora per la creazione di utensili domestici per la popolazione contadina, all’epoca molto numerosa, vista la predisposizione dei terreni ad essere coltivati a grano. Periodo in cui la popolazione rurale abbandona i campi per le fabbriche negli anni del miracolo economico, parte per la Germania, poi Stati Uniti e America Latina ed infine l’Africa. Uno spirito libero Vinci , che non si fermava più di tre mesi nello stesso posto a lavorare per intraprendere nuove esperienze, che avrebbero arricchito il suo bagaglio professionale. Nel periodo romano ,che ricorda con nostalgia, trascorso tra via Fratina e via Margutta ha collaborato con il famoso ritrattista Bulgaro Assen Peikov molto richiesto nei salotti dell’alta società capitolina dell’epoca. Conosce tra gli altri importanti artisti tra i quali De Chirico. Quante volte passando per l’aeroporto di Fiumicino abbiamo visto la statua di Leonardo Da Vinci, quella statua simbolo di un’Italia erede di un grande passato e che guardava fiduciosa il futuro, con braccio alzato in una posa volitiva, Mario Vinci ricorda, scherzando che la mano è la sua, ha posato per diversi giorni con un forte dolore al braccio per la posizione forzata, affinché Assen Peikov la potesse realizzare. Il suo cruccio oggi è quello di non essere riuscito a trasferire, una formazione nel suo laboratorio artigiano, a giovani che animati dalla sua stessa passione avrebbero potuto dare continuità al suo operato. Il sogno di oggi di Mario Vinci è quello di aprire un’esposizione, nel centro storico di Acquapendente, dove abita,per meglio rendere visibili le sue opere, in particolare le sue donne in terracotta, alte, slanciate dotate di un fascino etrusco, in cui l’uso sapiente dei colori è ottenuto attraverso l’amalgama con terre rare, una tecnica antica, usata anche dai Greci, creazioni quelle dell’artista acquesiano che raccontano prima di tutto la storia di un luogo, in cui il senso artistico plasmato alla materia consegna agli appassionati oggetti singolari.

Acquapendente, il secondo comune più settentrionale del Lazio a 52 km da Viterbo, ci riserva a fine giro la visita al Museo Civico e Diocesano, di cui è Direttore i preparatissimo Andrea Alessi, si compone di tre sedi espositive poste lungo il tracciato urbano della Via Francigena che qui delinea sicuramente uno dei percorsi più suggestivi. ricalcati sulle tracce del viaggio compiuto dall’arcivescovo Sigerico nel 990, di cui il borgo conserva il tratto incisivo della storia e dell’accoglienza.
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