CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico, il libro Anna Meldolesi presentato all’Unitus

Donatella Agostini

Immaginate una tecnologia che possa produrre un grano privo di glutine. Oppure che possa manipolare geneticamente le zanzare per sradicare completamente il flagello della malaria. Ma soprattutto, un metodo che possa studiare le basi molecolari delle malattie per meglio combatterle, e che possa intervenire su embrioni umani portatori di gravi mutazioni, correggendole con la stessa facilità con cui si “edita” un testo scritto al computer. Tutto ciò potrebbe realizzarsi con la nuova tecnica denominata CRISPR (si legge CRISPER). A parlarcene la giornalista scientifica e scrittrice Anna Meldolesi, collaboratrice del Corriere della Sera e autrice del libro “E l’uomo creò l’uomo”, Editore Bollati Boringhieri, sulla nuova tecnologia e le sue applicazioni nel campo dell’editing genomico. L’incontro si è svolto il 16 novembre nell’aula Perone della facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia, alla presenza di numerosi docenti e studenti. La tecnica che consente di riscrivere il genoma umano in modo efficace e preciso sta suscitando grandi entusiasmi e, parallelamente, grandi interrogativi, come sempre quando si toccano tematiche morali ed etiche. La Meldolesi spiega con un linguaggio semplice ed efficace le potenzialità straordinarie di un metodo nato attraverso lo studio di quello che accade quando un virus attacca un batterio. I batteri, organismi semplici da un lato ma estremamente sofisticati dall’altro, hanno messo a punto un sistema efficace per difendersi dagli attacchi virali. Essi memorizzano nel loro genoma, ossia nel DNA, sotto forma di brevi sequenze, alcuni tratti del genoma del virus. Quando il virus infetta il batterio, se la sua sequenza è già memorizzata, viene sintetizzata una molecola di RNA complementare al DNA del virus. L’RNA, definito “guida”, riconosce con assoluta esattezza il DNA dell’aggressore e, associandosi ad una particolare proteina, lo raggiunge e lo taglia. «Un procedimento analogo a quello del “trova e sostituisci” di Word. Da qui il termine editing», spiega la Meldolesi. È questo il meccanismo di base della nuova tecnologia, scoperta da due scienziate in odore di Nobel, la statunitense Jennifer Doudna e la francese Emmanuelle Charpentier. In pochi anni la nuova metodologia ha trovato applicazione in molteplici settori, da quello farmaceutico alle biotecnologie agroalimentari, per arrivare a quello medico, facilitata dal fatto che non richiede laboratori estremamente specializzati ed è praticabile anche in quelli standard. Con il sistema CRISPR si possono modificare gli organismi senza utilizzare geni di altre specie: non siamo pertanto in campo OGM. «I primi prodotti CRISPR che arriveranno sul mercato non saranno molto glamour», continua Anna Meldolesi. «Finora le applicazioni riguardano un mais ad altissimo contenuto di amido, che sarà utilizzato a livello industriale. Sono allo studio molti altri prodotti che potrebbero riuscire là dove gli OGM hanno fallito, come il grano per celiaci, a totale assenza di glutine. Se c’è un prodotto che potrebbe rompere il tabù è proprio questo. Ci vorranno anni prima di testare il mercato, e per ottenere una regolamentazione legislativa. Per quanto riguarda l’Italia, la nostra ricerca ha accumulato un forte ritardo perché sono state bloccate le sperimentazioni in campo. CRISPR potrebbe essere la seconda possibilità per i ricercatori italiani, che potrebbero in questo modo colmare il divario con gli altri Paesi. I prodotti agroalimentari che costituiscono il vanto del made in Italy verrebbero migliorati senza rinunciare alle loro caratteristiche peculiari». Il dibattito scientifico però è molto acceso per quanto riguarda le applicazioni nel campo genetico umano. «Utilizzare la tecnica CRISPR sulle cellule germinali umane significa produrre modifiche che verranno ereditate dalle generazioni successive. L’uomo potrebbe creare se stesso. Se la tecnologia cadesse nelle mani sbagliate si potrebbero creare bambini “su misura”. È una frontiera sulla quale bisogna muoversi con estrema cautela e rispetto delle regole». Consapevolezza e prudenza che però non devono ostacolare la ricerca e il progresso, seppure all’insegna dell’etica. «CRISPR ci ha fatto entrare nell’era post genomica. E possiamo definirla una rivoluzione, se un cambiamento comporta innovazioni di così grande portata. Ma perché possa svilupparsi compiutamente è necessario che ci sia un progresso anche nella società».

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