“Crescere alla Pari”: ragazzi delle scuole medie viterbesi uniti per sconfiggere la fragilità

Donatella Agostini

Una casa di vetro. Tanto fragile che la cura non basta a maneggiarla: ci vuole il cuore. Un luogo pensato per essere di tutti e a disposizione di tutti, 24 ore su 24: è quello perfettamente incarnato tra le pareti trasparenti del nuovo Spazio Pensilina in piazza Martiri d’Ungheria, a Viterbo. Un luogo che l’amministrazione comunale ha affidato di buon grado al progetto “Crescere alla Pari”, che vedrà per un intero mese un susseguirsi di incontri educativi con i ragazzi delle scuole medie viterbesi, laboratori artistici e performances audio-visive. Finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Pari Opportunità, il progetto “Crescere alla Pari” vede la collaborazione degli istituti scolastici P. Vanni e Carmine di Viterbo e l’istituto Cardarelli di Tarquinia. Collaborano l’associazione Juppiter, la Fondazione Exodus di don Mazzi e i Goji Vip – Clown di Corsia.
“Partner importanti, per obiettivi importanti: educare i ragazzi alla tolleranza, al rispetto reciproco, al rifiuto delle discriminazioni; sensibilizzarli su problemi come la violenza di genere, il razzismo; sui pericoli rappresentati dal bullismo e dal cyberbullismo; informarli sulle risorse presenti sul territorio in grado di aiutarli”. A parlare il vicesindaco Luisa Ciambella, che ha inaugurato la conferenza stampa di presentazione del 3 ottobre, rivolgendosi alla rappresentanza di ragazzi presenti per l’occasione nello stesso spazio Pensilina che ospiterà l’evento. “Mai vergognarsi quando si è perseguitati da un comportamento che vi ferisce. Questo percorso può aiutare a superare questi momenti di difficoltà e a trasformarli in circostanze che fortificano. La Pensilina sarà un faro sempre acceso a disposizione di tutti, ragazzi e famiglie”. Un progetto pensato quindi anche per gli adulti, che spesso non riescono a instaurare un dialogo effettivo con i loro figli, soprattutto su problematiche relative al bullismo e alla violenza.
Il progetto si articolerà in tre fasi: la parte educational verrà svolta di mattina, alla presenza degli alunni delle classi medie viterbesi. Nel pomeriggio, la parte più propriamente spettacolare, fatta di canto, danza e narrazione, per i quali si stanno già svolgendo i provini tra i ragazzi che vogliono cimentarvisi. L’obiettivo è realizzare uno spettacolo itinerante sulle fragilità: “Fragile – Maneggiare con il cuore”. Al progetto collaborerà anche la Banda del Racconto di Antonello Ricci. “Il racconto è la medicina più antica per lenire le ferite dell’anima e per donare la propria gioia di vivere. Metteremo a disposizione dei ragazzi il nostro dono affinché tutti possano tirare fuori dal petto le proprie storie”. Nella notte illuminazioni d’effetto e immagini multimediali romperanno il buio accendendo gli schermi e le vetrate della casa di vetro. Verrà trasmesso un video a cui hanno partecipato personaggi viterbesi, per dimostrare il loro sostegno alle tematiche. Le immagini scorreranno sulle note del pezzo “In the Flesh” dei Pink Floyd, tratto da “The Wall”. “La musica non è stata scelta a caso”, ha continuato Salvatore Regoli di Juppiter. “Il protagonista del concept album della band inglese è un ragazzo che progressivamente erige un muro mentale che lo isola dal mondo esterno. Il progetto vuole invece sconfiggere l’incomunicabilità, il dover affrontare i problemi da soli”. Presenti anche le direttrici degli istituti scolastici che hanno partecipato all’iniziativa, come Laura Piroli, preside dell’istituto Cardarelli di Tarquinia. “Nei comuni ci sono tante case di vetro, persone e comunità invisibili, che forse in questo modo accetteranno di venire alla luce. È un canale nuovo che avvicinerà i ragazzi alla loro scuola”. Infine, l’intervento di Laura Pace Bonelli, preside della Vanni e vero motore dell’iniziativa. “Siamo riusciti a creare un progetto bellissimo, dopo tante ore di lavoro. È proprio il caso di dire, together we can: insieme si può sconfiggere la fragilità e costruire la propria vita. Insieme si è grandi”.

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