Corso di teatro di Sergio Urbani a Tuscania: ancora disponibilità

regala il teatro

Un nuovo corso di teatro del regista Sergio Urbani a Tuscania. Il gruppo che frequenterà il Corso si è costituito.

GIOVEDÌ 12 ALLE ORE 20,30 nella Sala delle Conferenze della Biblioteca Comunale prenderà il via con la prima lezione.
Se c’è ancora qualcuno interessato al corso e non ha partecipato all’incontro di presentazione potrà venire direttamente giovedì. il corso durerà sino a maggio con un incontro a settimana. Alla fine del corso sarà messo in scena uno spettacolo teatrale

E’ gradita anche una telefonata al 3394465896

Nel laboratorio l’allievo-attore compie un processo di sviluppo della propria persona, Sono le tappe principali del processo dinamico di sviluppo della persona, che si compie attraverso la pratica teatrale, e nello specifico, attraverso il laboratorio:

– frantumare la maschera fissa e stereotipata. Ciò per l’attore equivale a fare vuoto interiore per giungere alla possibilità di mettersi nei panni di un nuovo personaggio;

– liberare il linguaggio del corpo, il suono della voce, il contatto autentico con se, gli altri, la natura. Ovvero, il coraggio dell’attore a fare vuoto dentro di se e la bravura nell’immedesimarsi in altro da se, nasce dal tenere il suo corpo in costante allenamento, con un training particolare. Ciò gli permette di conservare sempre viva la sorgente creativa interiore e di avere sempre aperto il canale delle pulsioni;

– improvvisare più personaggi con spontaneità e creatività;

– interpretare la nuova identità sapendo di essere molteplici personaggi.

La metodologia del laboratorio, inoltre, é un processo organico che si sviluppa attraverso l’acquisizione, da parte dell’allievo-attore, di linguaggi e strumenti specifici, i quali, a loro volta, rispondono a due fondamentali presupposti. Ovvero, nel laboratorio teatrale, l’allievo compie un percorso di:

scoperta di sè e delle proprie qualità naturali: avvicinandosi al laboratorio, l’allievo sceglie di mettersi in gioco e di togliersi ogni maschera, al fine di riscoprirsi portatore di un messaggio personale, quasi unico.

Gli esercizi proposti nel laboratorio teatrale hanno lo scopo di contribuire all’acquisizione della conoscenza e della fiducia nella propria fisicità: l’agire sulla scena richiede infatti che l’atto fisico non sia separato dal proprio essere soggetto, ma sia invece ricco di consapevolezza nel momento stesso in cui viene compiuto. Questo lavoro é possibile solo se il soggetto si mostra agli altri nella sua capacità di trasmettere fiducia e di fidarsi. In pratica lo spazio teatrale rappresenta il velo di pudore che permetta, a chi vi lavora, di vedersi e di raccontarsi oggettivamente, lontano dalla realtà quotidiana, lontano dai giudizi e dalle regole della convivenza, e sempre più vicino al mondo dell’inconscio e della fantasia; un mondo quest’ultimo più vero e più comunicativo di quello che la quotidianità impone di creare artificiosamente;

completamento del sè attraverso il confronto con l’altro: nel laboratorio, l’allievo costruisce un incontro e confronto costruttivo con i compagni, attraverso la forma del dialogo teatrale. Il gruppo di lavoro osserva e fornisce dei rimandi che servono agli individui per avere consapevolezza della propria esperienza.

L’allievo apprende, attraverso il percorso laboratoriale, delle tecniche fondamentali per il suo lavoro: per ciò che concerne il monologo esse sono la concentrazione, l’osservazione, la respirazione, il rilassamento, l’immaginazione, l’improvvisazione, la memoria; mentre nella fase del dialogo esse sono la condivisione dello spazio, l’equilibrio di due corpi nello spazio, il contatto, il saper ascoltare e comunicare e l’intesa tra due individualità.

In generale, le diverse tecniche, hanno lo scopo di stabilire un contatto cosciente e comunicativo tra la persona e il suo spessore emotivo e il compagno di scena. Non è difficile riscoprire in questa reciproca e necessaria fiducia che si instaura tra i partecipanti del laboratorio, un aspetto prettamente educativo che consiste nella profonda conoscenza di se e nel serio rispetto dell’altro.

I linguaggi e gli strumenti.

L’individuo nella sua globalità, corpo e voce, razionalità e sentimento, è il protagonista del percorso laboratoriale. In esso, attraverso esercizi mirati, l’obiettivo principale è proprio quello di indagare tutti gli aspetti relativi alla suddetta globalità, affinché l’attore possa sperimentare le sue possibilità e nello stesso tempo crescere come attore e come uomo.

In particolare, nel contesto del laboratorio, l’allievo si allena a sviluppare particolari abilità che appartengono a due determinate dimensioni espressive: quella legata al suono, sia esso parola o verso, e quella relativa al corpo, inteso come movimento e staticità.

In questo senso, corpo e voce, principali veicoli di espressione dell’attore, danno vita a un linguaggio che trova, nella sua composizione duale, la propria unicità individuale.

Il laboratorio teatrale, inoltre, inserisce nel suo progetto formativo, l’apprendimento da parte dell’allievo, di un linguaggio non verbale, finalizzato alla conoscenza approfondita dei meccanismi e delle caratteristiche della comunicazione umana, agita non attraverso l’uso della parola, ma dello sguardo, della postura, dei gesti e della mimica.

La grande importanza data alla forza comunicativa del corpo, si fonda sulla convinzione che non solo la stessa può rappresentare per lo “spettatore” un modo di rivedere gesti ed espressioni quotidiane ma che da essa possono venire alla luce nuove modalità comunicative in grado di produrre forme espressive inedite e inaspettate.

Concentrazione, spontaneità e immaginazione: ingredienti fondamentali dell’improvvisazione.

L’improvvisazione teatrale si gioca sulla padronanza e sullo sviluppo, da parte dell’allievo, di tre componenti essenziali dell’arte interpretativa: la concentrazione, la spontaneità e l’immaginazione.

La concentrazione é l’elemento che permette al soggetto impegnato in un’improvvisazione di superare il nervosismo e il timore del giudizio altrui, favorendo l’immedesimazione necessaria per rendere veritiera la sua recitazione. Da un punto di vista tecnico, la concentrazione é essenziale per l’allievo, in quanto attraverso questa egli può sostenere ogni tipo di caratterizzazione e di interpretazione, aderendo adeguatamente a ogni tipo di situazione.

 

Sergio Urbani – Insegnante di Teatro e Regista

 

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