Conor Gallagher Deeks: Hilltop Brewery, una storia di successo

Dall’Irlanda alla Tuscia, dove è nata la passione per la produzione di birra artigianale. Sulla cima di una collina tra Bassano Romano e Trevignano, per l’appunto “on the hilltop”, nasce la Hilltop Brevery, birrificio artigianale della famiglia irlandese-inglese Gallagher Deeks, in Italia da oltre trenta anni di cui quasi venti a Bassano Romano.

Nasce dalla passione di uno dei tre figli, Conor, che stimolato dalla sua voglia di creare qualcosa a livello culinario, ha iniziato a studiare e a produrre la sua bevanda preferita, la birra. “Ho sempre trovato piacere nel creare qualcosa a livello culinario. Una passione ereditata più che altro da mio padre. Questa voglia di immaginare un piatto, un sapore ancora prima di averlo assaggiato l’ho riscontrato anche nella creazione di ricette per la birra, ma moltiplicato per mille”.

Conor ha conseguito la laurea in Inghilterra e dopo aver trascorso anni di ricerca e produzione casalinga, ha ottenuto un diploma dall’Institute of Brewing & Distilling, e infine lavorato per tre anni come apprendista birraio. “Prima di andare all’università mi accorsi che non avevo un’idea chiara di come veniva prodotta la mia bevanda preferita. Andando in Inghilterra per gli studi notai quanto erano diverse le birre, paragonate al concetto di birra che avevo fino a quel punto: chiara ed insapore. In Inghilterra scopri per la prima volta tanti colori, sapori ed ingredienti ed a quel punto capì che c’era da studiare un pochino non solo per produrre ma per iniziare a saper bere. Una volta tornato dall’università cominciai con le cotte a casa e dopo svariati anni di prove, dove la mia stanza aveva più le sembianze e gli odori di un pub che di una camera da letto, cercai e trovai lavoro presso Birra del Borgo. Lì ho avuto la fortuna di incontrare tante persone formate e preparate, di apprendere teoria facendo pratica, vedere la crescita di un birrificio da 5Hl a 25Hl e di viaggiare in giro per l’Italia ma anche all’estero per promuovere e descrivere questa fantastica bevanda. A questo punto la mia voglia di creare qualcosa di mio era incontenibile. Durante i tre anni passati a Birra del Borgo ogni fine settimana producevo birre e molte delle ricette sono le basi per le birre che produciamo oggi nel nostro birrificio”.

Una passione quella di Conor condivisa da tutta la famiglia. “Siamo una famiglia molto unita, è raro che facciamo qualcosa senza l’aiuto o il parere di parenti o fratelli. In particolare con il birrificio. Non so se alla fine hanno deciso tutti di darmi una mano così smettevo di dare fastidio a casa con le cotte casalinghe da hobbista, il cosiddetto “home brewing”. Avevo praticamente invaso casa, pensieri e conversazioni con la mia voglia di creare birra”.

Per Conor produrre birra artigianale significa esprimere quello che ha dentro. “Dietro alla produzione c’e tanta scienza, lavoro manuale, storia e contatto sociale. La birra in fin dei conti rende le persone felici, quindi mi sono detto: chi non vorrebbe dire alla domanda che lavoro fai? Io faccio Birra! È principalmente un lavoro lungo, manuale, ripetitivo, pesante, monotono. Ma quando la fermentazione parte, facendo profumare il birrificio di luppolo o sentori di lievito fruttati e speziati, o quando stappi una birra che hai fatto te e senti quel sfffrittzzzz che produce la co2 sotto pressione che esce dalla bottiglia. Beh, in quel momento tutto quel lavoro vieni ripagato e se si rende qualcun altro felice ancora di più”.

Conor e le sue sorelle sono stati cresciuti in Italia. Nella Tuscia si sentono a casa. Sono felici di farne parte e questa loro soddisfazione si riflette nelle loro birre, prodotte con ingredienti tipici. “Per le nostre birre stagionali usiamo alcuni ingredienti della Tuscia come le nocciole e il miele. Alcune birre sono anche ispirate a zone intorno al birrificio. La Calandrina è una strada che connette casa con Trevignano e quindi il lago d’estate e da il nome alla nostra Hoppy Saison, la birra estiva. Via della Cornacchia è la strada che taglia tra i noccioleti vicino casa, che percorrevamo ogni giorno per andare a scuola, e dà il nome al nostro Barley Wine, style anglosassone da 11.5% che uscirà a dicembre per riscaldare le fredde notti invernali. Ma ci sono tante idee e ricette per rendere ancora più forte il legame tra produzione e territorio. Il nostro obiettivo è sempre stato di essere un birrificio locale”.

Senza dimenticare però la terra d’origine. “Il nostro obiettivo è essere originali, provocare e spingere il prossimo ad assaggiare qualcosa che non ha mai assaggiato, ma anche dare ricordi ed emozioni che vengono da altri paesi. Quindi la Barrys Bitter ha solo ingredienti inglesi come da tradizione, per ricordare come ci si sente bere in un pub inglese. La Gallagher Stout con alghe affumicate irlandesi, la birra di mamma, per ricordare il salmastro che si respira camminando lungo la costa di Bangor in Irlanda del Nord, vicino casa dei nonni. O la ZenZero, la nostra birra belga da 8.5% gradi bilanciata con lo ZenZero per rendere la bevanda più facile”.

Semplicità, creatività e take your time. Per Conor solo facendo una cosa alla volta, prendendo tutto il tempo necessario, si producono delle ottime birre. È questa secondo lui la base del successo. E nel suo futuro vede un furgone per le consegne e la possibilità di fare mescita in loco… “ma sono ancora sogni speriamo non troppo lontani”.
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