Con Ozpetek il sacro e il profano tra i vicoli di Napoli

Rossella Salvatorelli

Il sacro, il profano, le bellezze artistiche, i vicoli, la vista sul mare, il crimine. 

Ferzan Ozpetek, nell’ultima produzione cinematografica, “Napoli velata”, esplora questa città magica in ogni sua sfaccettatura. In primo piano la storia di Adriana, medico legale, che vive il dramma di un amore improvviso e travolgente consumato in una notte di intensa passione, e di un violento delitto da metabolizzare. La sua esistenza sarà per sempre segnata da un inquietante incontro/ossessione.

Ben interpretato il ruolo della protagonista, una brava e matura, Giovanna Mezzogiorno. Ricco e assortito tutto il cast. Da Anna Bonaiuto a Peppe Barra, da Luisa Ranieri ad Alessandro Borghi, da Lina Sastri a Maria Pia Calzone, da Isabella Ferrari a Biagio Forestieri, carisma e talento non mancano.

La pellicola, pur priva di un ritmo incalzante, funziona per il suo appeal psicologico giocato sui toni dell’ambiguità e del mistero, ed anche per il susseguirsi di immagini e personaggi che esprimono, in vario modo, l’incantesimo, i segreti e le contraddizioni della metropoli partenopea.

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