Con Daniele Cesarano a tu per tu con i serial televisivi

sex and the city

Il rapporto con la metropoli, dalla Londra vittoriana di “Ripper Street”, “Whitechapel” e dell’inedita “Penny Dreadful” a quella reale e fantastica di “Neverwhere” alla New York di “MadMen” e “Sex and the City”: gli studenti dell’università della Tuscia si sono trovati catapultati in una nuova realtà. Fatta di fiction di serie televisivi, di segreti di scrittura e di capacità di creare: a condurli per mano attraverso il mondo dei serial un professionista della materia: Daniele Cesarano, sceneggiatore cinematografico e televisivo, headwriter di numerose serie tra cui “Distretto di polizia”, “Ris” e “Romanzo criminale – la serie”. Il convegno di questa mattina ha concluso un più ampio calendario di incontri sulle serie televisive curato dagli studiosi Agnese Bertolotti, Ilenia Imperi, Federico Meschini, Chiara Moroni e Federico Tarquini, coordinati dal prof. Giovanni Fiorentino.

L’idea era quella di fornire uno strumento per avvicinare gli studenti a questi prodotti mediali e per dar loro dei metodi validi per decifrarne la complessità. Gli studenti del corso di Teorie e Tecniche dei Media hanno avuto la possibilità di confrontarsi in aula con alcune serie televisive.

Attraverso una breve digressione su quella che è stata la sua esperienza umana e professionale, Cesarano è stato in grado di tracciare un quadro esaustivo sulla scrittura televisiva e la sua evoluzione nel tempo: in quanto linguaggio, quello televisivo va considerato come una macchina narrativa complessa che necessiti di un’organizzazione puntuale. Il punto fondamentale toccato è stato quello della percezione della scarsa qualità della televisione italiana, oltre alla scarsa considerazione con cui viene tenuta nel nostro paese questo cenere di produzione, considerata ancora un surrogato del cinema. Cesarano ha fatto riflettere tutti i presenti su come la serialità televisiva rappresenti il linguaggio privilegiato per narrare la contemporaneità.

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