Comune di Acquapendente. Continua l’impegno nei confronti dell’ospedale

Nel 2010 la giunta Polverini decreta la chiusura dell’ospedale di Acquapendente. A fine 2015 la giunta Zingaretti inverte la marcia per rendere l’ospedale di Acquapendente un punto di riferimento per tutti i cittadini dell’Alta Tuscia, a salvaguardia di un bene primario come la salute. Un bacino di utenza formato da 9 comuni, con una popolazione di 27.000 persone residenti, che sfiora quota 40.000 nei mesi estivi con l’afflusso turistico.
L’Ospedale di Acquapendente è una realtà rinata a nuova vita che richiede grande e costante attenzione. L’Amministrazione comunale insieme a tutti i comuni dell’Alta Tuscia hanno avviato una fase di confronto con la Direzione generale della ASL di Viterbo affinché sia mantenuto alto l’impegno di portare la struttura ospedaliera a pieno regime nel più breve tempo possibile.
Qualche giorno fa la Direzione generale ha inviato al Sindaco di Acquapendente una relazione sul presidio ospedaliero, analizzando in dettaglio i dati statistici delle attività, sottolineando un incremento del numero e della qualità degli interventi di tipo chirurgico, con un incremento del 7% dell’utilizzo della sala operatoria, mantenendo inalterati i costi, grazie all’ottimizzazione dei processi e alla riduzione degli sprechi. Altro parametro significativo del miglioramento è rappresentato dall’indice di degenza media rispetto a quello nazionale, a dimostrazione della corretta gestione dei pazienti ricoverati.
Per quanto riguarda la funzione strategica del Pronto Soccorso, particolarmente significativa è la riduzione dei tempi di attesa sia per i codici verdi che per quelli gialli, che sono al 97% contenuti entro i 30 minuti, ben oltre la media nazionale. Particolarmente importante la percentuale di abbandoni del Pronto Soccorso che è prossima allo zero.
La relazione, inoltre, sottolinea il diffuso miglioramento di tutte le liste d’attesa, sia per i ricoveri sia per le prestazioni strumentali, con incrementi che vanno dal 2% a picchi del 37%, come ad esempio per la TAC addome inferiore. A conferma del generale miglioramento delle prestazioni, risulta significativo anche l’incremento registrato in termini di volumi, come ad esempio per gli esami ecografici.
Anche i dati riferiti agli ambulatori indicano una migliore gestione delle attività e dell’appropriatezza degli esami clinici.
Tuttavia, c’è ancora molto da fare. A tale proposito, la relazione prosegue con l’indicazione di tutte le iniziative già attivate e previste per il miglioramento dei servizi dell’ospedale. In particolare, riguardo al personale medico e a quello specialistico degli ambulatori, si è proceduto al potenziamento dell’organico e all’individuazione di modalità alternative finalizzate all’attivazione di convenzioni con altre ASL, per dotarsi di figure specialistiche.
Quello che ne emerge è un quadro generale di attenzione verso il presidio ospedaliero di Acquapendente, seppur in un contesto regionale che solo ultimamente comincia a vedere i primi risultati della cura Zingaretti.
Non va dimenticato, infatti, che solo nel 2013 la sanità del Lazio è stata commissariata per fronteggiare l’ingente deficit accumulato ed è solo grazie a questi interventi che la sanità laziale comincia a dare segni di ripresa con nuove assunzioni ed investimenti.
L’ospedale di Acquapendente può beneficiare di questo andamento positivo, puntando al completamento della struttura e alla messa a pieno regime di tutti i servizi previsti dal Decreto Balduzzi per i presidi ospedalieri di zone particolarmente disagiate.
I comuni dell’Alta Tuscia, aggregati nella Comunità Montana, vigileranno su questo percorso anche grazie al ruolo esercitato dal Sindaco di Acquapendente, recentemente nominato membro del Comitato di Rappresentanza della Conferenza dei Sindaci per la Sanità della provincia di Viterbo.

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