Civitonica in Corto e CivitoniCiak per le domeniche culturali

domeniche culturali

Prosegue con successo Civitonica in Corto, il primo Festival del Cortometraggio dedicato alla presentazione di corti d’autore promosso da Civitonica 2015.

Domenica 6 dicembre alle 17 presso le Ex Carcerette in via Vinciolino 7 a Civita Castellana, sarà la volta di un corto dedicato ad un insolito incontro avvenuto alla fine della Seconda Guerra Mondiale: Il bambino e il soldato di Loris Arpini. Tommaso, in un villaggio di campagna, incontra un soldato nel bosco. Il bambino vuole aiutarlo di nascosto dai genitori, ma il soldato lo minaccia di morte se riferirà a qualcuno di averlo visto. Un giorno Tommaso trova il soldato morto a terra con una pistola in mano. Decide di nasconderla, e lo ringrazia di non averlo ucciso…

Loris Arpini è nato a Civita Castellana, è regista, attore e sceneggiatore. Ha frequentato la scuola di recitazione, con insegnante Italo Francese nel  1984, la scuola di dizione con l’insegnante Fiorella Rossi Stuart  1984, nel 1987 scuola sulla maschera neutra. Inizia nel teatro nel 1988, nel cinema nel 1998 con ruoli secondari. Nel 2002 la sua prima regia di cortometraggi. È anche musicista di Jazz e Classica.  

Il corto sarà preceduto alle 16 da CivitoniBook con la presentazione di 14 agosto 1861…di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra di Riccardo Fortuna. Modera la presentazione Danilo Mecucci. Un libro a fumetti in cui si dà conto della prima strage di stato, compiuta in provincia di Benevento, a soli quattro mesi dall’unificazione nazionale. L’Unità d’Italia al sud avvenne in circostanze piuttosto diverse da come vengono presentate, da oltre un secolo e mezzo, nei libri di scuola. Nell’agosto del 1861, gran parte del sud era in rivolta contro il nuovo Regno d’Italia e le dure condizioni che andava imponendo ai vinti. Dal paese di Pontelandolfo le autorità italiane erano appena scappate alla volta di luoghi più sicuri, quando in occasione di una processione religiosa, una folla di paesani e alcuni briganti di una banda operante nella zona, avevano preso d’assalto il municipio, bruciato i registri dell’anagrafe, delle tasse e issato la bandiera borbonica al posto del tricolore sulla torre baronale. Un drappello di soli quarantacinque bersaglieri, mandato a sedare i disordini in un paese di quasi 5mila abitanti, giunse fino alla torre, ma si vide costretto, poco dopo, a scappare dalla folla che si radunava minacciosa. La reazione del comando piemontese fu spietata. Quasi mille soldati, partirono per i paesi, dai quali i briganti nel frattempo si erano allontanati; li circondarono poco prima dell’alba del 14 agosto 1861 e li rasero completamente al suolo. Fucilarono sistematicamente tutti quelli che trovarono in strada, violentando le donne, saccheggiando e bruciando nelle loro case quanti si erano nascosti. Così nasceva l’Italia: con una strage di stato, la più sanguinosa e la prima di una lunga serie di mattanze.

Alle 18 appuntamento con la rassegna CivitoniCiak curata da Emiliano Terenzi, con la proiezione di La mafia uccide solo d’estate. Un film del 2013, una commedia drammatica diretta e interpretata da Pierfrancesco Diliberto, più noto come Pif, e scritta da lui con Michele Astori e Marco Martani. Attraverso i ricordi d’infanzia del protagonista il film ricostruisce, in toni spesso paradossali e ironici, una sanguinosa stagione dell’attività criminale di Cosa nostra a Palermo dagli anni ottanta fino ai primi anni novanta. È la vicenda di Arturo, giovane giornalista che racconta in maniera del tutto originale dei fatti della mafia che hanno punteggiato la sua vita fin dall’infanzia ed esplosi nella sanguinosa stagione stragista a partire dagli anni ottanta fino al 1992. Arturo fu concepito il giorno della strage di viale Lazio: i genitori, appena convolati a nozze, vivevano nello stesso stabile in cui avvenne la strage mafiosa. La prima parola detta dal piccolo Arturo fu mafia…

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