Civitella d’Agliano: un pot pourri di eccellenze di cui molte ancora nascoste

Luciano Pasquini

Il nostro giro nei borghi del viterbese ci porta a Civitella D’Agliano, in alta Tuscia. Appena 1572 abitanti è un piccolo borgo medievale della Teverina, in questo 2018 riconosciuto dal Mibact come anno del Cibo, trainando le eccellenze dei piccoli borghi del nostro bel paese, Civitella brilla di luce bifronte, con la cantina di Sergio Mottura, dai cui vitigni sprigiona il miglior Grechetto che tutto il mondo c’invidia e per la sua qualità di vita. Un giro nella graziosa piazzetta permette d’incontrare: don Massimo Cola, parroco della bella parrocchia dei Ss. Pietro e Callisto, la signora Rosa che abita proprio accanto, che ti accoglie come se ti avesse sempre conosciuto e ti parla del suo borgo andando indietro nel tempo, come era una volta, poi le sorelle Antonietta e Clarissa Fusco, arrivate anni fa da Roma e, innamorate del posto, ci sono rimaste e sono le referenti della locale Pro Loco dove si sforzano di far conoscere, nella terra del “Grechetto”, l’intera anima di questo borgo. Nel nostro giro non può mancare la visita ai ruderi del castello, eretto nel XI secolo dai Conti di Bagnoregio, i discendenti prenderanno il nome della Monaldesca della Cervara, che appunto da il nome alla torre, dai suoi quarantaquattro metri si domina il paesaggio circostante. Lo scorcio riporta ai Calanchi stupendo disegno della natura, da qui l’Umbria è vicina e nel colpo d’occhio si può scorgere il bacino di Alviano. Uscendo dalla porta del Castello, un’insegna attira lo sguardo del visitatore, un Don Chisciotte e il suo fido Sancho Panza vicini a una coppia di ballerini realizzati in ferro, con materiali di recupero quali: i dischi di un frangizolle per scudo, pistoni e alberi motore danno vita a personaggi unici. La coppia di ballerini, realizzata sempre con la stessa tecnica sembra danzare senza peso sul muro delle scale che portano al laboratori di Luigino Profili, ma di lui vi racconteremo meglio a parte, il suo talento lo merita. Un pot pourri di eccellenze, di cui molte ancora da scoprire: questa è Civitella d’Agliano, questa è la Tuscia.

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