«Christina Martyr a Volsinii: successo con bis musicale inedito

Santa Cristina per l’occasione ha fatto più di un miracolo: la clemenza del tempo, che ha contraddetto ogni previsione meteorologica; per aver fatto risaltare la straordinaria stratificazione di civiltà (etrusca, romana, cristiana, medievale, rinascimentale) di cui è ricco il nostro territorio; la generosa partecipazione di tante persone amanti della cultura e della musica.
Un grazie particolare per il supporto organizzativo a Rodolfo Perosillo e Sante Di Sorte dell’Associazione “Di Tuscia un po’”, con cui si è ormai consolidata una significativa collaborazione».
Così Luciano Dottarelli, presidente del Club per l’UNESCO Viterbo Tuscia ha commentato il successo dell’evento “Christina martyr a Volsinii – Dalla tradizione etrusco-romana al Cristianesimo”, che si è svolto il 25 luglio nel Foro dell’area archeologica di Volsinii.
La manifestazione, inserita nel contesto delle festività di Santa Cristina, è stata organizzata dal Club per l’UNESCO Viterbo Tuscia, in collaborazione con la Sovrintendenza Archeologia per il Lazio e l’Etruria meridionale, il Comune di Bolsena e la Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano.
Ad introdurre l’incontro è stato Luciano Dottarelli, autore del libro “Musonio l’Etrusco. La filosofia come scienza di vita”, dedicato al filosofo Musonio Rufo, originario di Volsinii ed esponente dello stoicismo, la tradizione filosofica egemone in Etruria e tramite per la successiva civilizzazione cristiana.
E’ poi seguito l’ intervento di Enrico Pellegrini, funzionario responsabile della Sovrintendenza Archeologia per il Lazio e l’Etruria meridionale, che ha illustrato l’area del foro dove si sarebbe svolto il processo narrato dalla tradizione.
Ilaria Ramelli, studiosa di prestigio internazionale del Cristianesimo delle origini e della filosofia antica, impossibilitata ad essere presente per ragioni di salute, ha inviato un denso contributo sulle motivazioni giuridiche delle persecuzioni dei cristiani in età romana.
Marcello Moscini, docente di Storia dell’arte e principale studioso del culto e dell’iconografia di Santa Cristina, ha illustrato dettagliatamente la figura della martire volsiniense, mentre Pietro Tamburini, etruscologo e Direttore del Museo territoriale del lago di Bolsena, ha parlato del culto di Voltumna, trapiantato da Orvieto a Bolsena e in seguito sostituito dal culto di Cristina, svolgendo interessanti collegamenti anche con la città di Spello in Umbria.
Quirino Galli, direttore del Museo delle tradizioni popolari di Canepina, ha approfondito la ricca tradizione drammaturgica legata a Santa Cristina e ai Misteri, annunciando la scoperta di nuovi testi.
Andrea Alessi, Direttore scientifico del Museo della Città di Acquapendente, ha presentato la rivista “Biblioteca e Società”, pubblicata a cura del Consorzio Biblioteche di Viterbo e di cui è coordinatore editoriale.
La rivista, con la sua nuova serie, è diventata un punto di riferimento sia nel panorama culturale della Tuscia che in quello nazionale e Andrea Alessi, portando anche il saluto del Commissario straordinario del Consorzio Biblioteche Paolo Pelliccia, ne ha illustrate le linee editoriali generali e, in anteprima, il prossimo numero.
La manifestazione è stata anche un’occasione per far conoscere la suggestiva produzione di musica antica che la tradizione del martirio di Santa Cristina ha ispirato.
Il soprano Simonetta Chiaretti, accompagnata all’arpa medievale da Shahnaz Mosam, ha eseguito infatti l’inno Christina Martyr inclita (testo del IX-X sec.) e alcuni brani, da lei musicati su testi tratti a cura di Marcello Moscini dai drammi sacri “Tiria” di Alessandro Donzellini e “La trionfatrice Cristina” di Gaspare Licco (XVI secolo).
Per il bis un fuori programma d’eccezione, sollecitato dagli spunti etnologici offerti dall’intervento di Quirino Galli: “Santa Cristina fu mal lago a ffónno”, un canto della tradizione popolare che sarà contenuto nel libro-CD della Compagnia delle Lavandaie della Tuscia, di imminente uscita presso Annulli Editori.
L’evento ha consentito ai numerosi partecipanti di visitare ed apprezzare l’area archeologica di Poggio Moscini, un sito di grande interesse archeologico e paesaggistico, che offre uno sguardo di eccezionale suggestione sull’intero specchio del lago di Bolsena.

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