Chiricozzi, creatore di Moovenda: food delivery ora anche a Viterbo

Nella città dei Papi è arrivata da poco ma già se ne parla molto: si tratta di Moovenda, il food delivery, che con i suoi “moovers”, consegna il cibo di vari ristoranti in tutta la città di Viterbo. Abbiamo incontrato Filippo Chiricozzi, viterbese e cofondatore dell’azienda, che ci ha raccontato come è nata l’idea e come il prodotto ha convinto investitori, ristoranti e soprattutto clienti che, con uno smartphone, possono ordinare e ricevere comodamente il cibo a casa in pochi minuti.

Cominciamo dall’inizio…Come è nata Moovenda?
Moovenda è prima di tutto il frutto di un’amicizia nata durante i miei studi universitari a Roma, è con alcuni miei colleghi che, infatti, nasce e cresce la nostra idea.

Siamo partiti quasi per gioco partecipando allo “Startup Weekend”, evento di spicco del panorama dell’innovazione. In poche ore abbiamo avuto modo di sviluppare un’idea di impresa che ci ha portato a vincere lo startup weekend e a creare un business model solido che, sin da subito, mostrava potenzialità.

Abbiamo creduto nel nostro lavoro e, dopo una selezione tra oltre quattrocento idee, siamo entrati in Luiss Enlabs, acceleratore che ci ha consentito di sviluppare ancora il prodotto, avere degli spazi dove lavorare, fare network e proporre la nostra idea a vari investitori.

Il percorso che ha dato vita a Moovenda, come la vediamo oggi, è stato lungo e impegnativo: prima la nostra startup rappresentava una community di spedizioni, dove chiunque poteva diventare un “moover” e consegnare qualsiasi cosa ai clienti più disparati. C’era molto lavoro, ma non un fatturato importante, però la richiesta da parte di ristoranti per le consegne di cibo era sempre più crescente.
Così, abbiamo virato la nostra idea sul food delivery e abbiamo fatto un test durante il periodo pasquale, consegnando uova e dolci in appositi box termici, riscontrando un incredibile successo. In meno di due settimane avevamo incrementato i guadagni in modo sorprendente e abbiamo iniziato a sviluppare nuovamente il prodotto e a ripensarlo nello specifico per il mondo della ristorazione. Sin da subito abbiamo avuto il supporto di investitori e di ristoranti romani che hanno creduto in noi: questo ci ha portato a diventare protagonisti nel mondo del food delivery e, con costanza e dedizione, ci siamo espansi consegnando, non solo a Roma, ma anche a Napoli e nella mia città d’origine, Viterbo.

Come vi siete rapportati con il territorio, perché proprio Viterbo?

Moovenda è nata a Roma, ma sin da subito il nostro obiettivo era quello di crescere e allargare il business. Dopo essere approdati a Napoli, era il momento di di proporre il nostro servizio anche a delle città più piccole, ma non meno importanti.
Ci siamo mossi su Viterbo prima di tutto perché è la mia città natale e perché vorrei contribuire allo sviluppo del territorio; inoltre, il capoluogo della Tuscia è un importante banco di prova, poiché ci sono molti giovani e c’è una grande cultura del cibo. Siamo partiti bene e vogliamo consolidare il nostro lavoro su questa piazza e dare un contributo significativo alla vita della città. Viterbo ha molte potenzialità ed è ricca di realtà innovative e interessanti: quest’anno abbiamo preso parte alla “Startup Night” di Medioera, che per noi ha significato fare sinergia con il festival e raccontare Moovenda a 360 gradi.

Qual’è il vostro obiettivo?
Il nostro obiettivo è quello di continuare su questa linea: vogliamo affermarci e creare un prodotto nazionale distribuito in più città e quello che stiamo facendo a Viterbo è un banco di prova, che vuol contribuire alla crescita della città.

E Viterbo come sta rispondendo?
Viterbo sta rispondendo positivamente e sempre più spesso è possibile vedere i fattorini di Moovenda, chiamati “Moovers”, consegnare prodotti di qualità in tutta la città, a testimonianza che le idee giovani e innovative possono creare e dare un valore aggiunto all’indotto incidendo nello sviluppo culturale ed economico.

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