Ceramica e design: connubio indissolubile per Civita Castellana

Ceramica Scarabeo

Il ruolo centrale della ceramica e del design nella produzione dell’arredo bagno del distretto industriale di Civita Castellana: è stata questa la linea di fondo del convegno “Ceramica e Design – Affinità elettive” che si è svolto giovedì 13 novembre presso la sala conferenze della Curia vescovile di Civita Castellana, in piazza Giacomo Matteotti.

L’evento, inserito all’interno del calendario di appuntamenti di Civitonica 2014, è stato promosso dall’ADI Lazio, delegazione regionale dell’Associazione per il Disegno Industriale, in collaborazione con il comune di Civita Castellana, ed è stato curato da Anika Elisabetta Luceri, delegato ADI Lazio per la provincia di Viterbo e Paolo D’Arrigo, vicepresidente ADI Lazio.

Sono intervenuti il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli, Giancarlo Contessa, vicesindaco e assessore alla pubblica istruzione e cultura, Carlo Martino, professore in Disegno Industriale dell’Università “La Sapienza” di Roma, Augusto Ciarrocchi, presidente della sezione ceramica – Unindustria, Gianni Calisti, presidente provinciale Federlazio e Augusto Gigliozzi, presidente categoria Ceramica di Federlazio.

Molti gli argomenti trattati, dal riconoscimento del ruolo centrale del distretto ceramico di Civita Castellana nella settore dell’arredo bagno alla necessità di storicizzare e catalogare un patrimonio di risonanza internazionale, dai cenni storici sulla scuola romana dei designer ripercorsi nel libro “I designer del bagno” alle prospettive industriali per superare la crisi.

Il convegno è stato in particolare l’occasione per riflettere sulle prospettive di realizzazione del “Museo permanente del Design di Civita Castellana”. Unanime l’opinione sulla necessità di concretizzazione del progetto espositivo come asse strategico per il distretto industriale, unico punto a livello nazionale a produrre prodotti di qualità in ceramica con una storia e una cultura millenaria.

Anika Elisabetta Luceri e Paolo D’Arrigo hanno spiegato come il museo possa rappresentare l’identità del distretto ceramico, un luogo nel quale le aziende possono accogliere le rappresentazioni estere per far comprendere come la ceramica e il design siano i pilastri della produzione industriale di Civita Castellana.

Dello stesso ordine di pensiero il prof. Carlo Martino che ha ribadito come il design rappresenti uno strumento strategico per la crescita dell’economia del distretto: “Ho studiato come ricercatore l’orientamento al design del distretto di Civita Castellana ed è emerso che esso è parte fondante del suo tessuto produttivo. A partire dagli anni ’80, sono diversi gli oggetti di design di arredo bagno prodotti da alcune aziende di Civita Castellana che sono diventati delle icone per la loro innovazione tecnologica e morfologica. Ed è per questo che è necessario un Museo permanente, che sia visibile a livello internazionale, per dare un’identità e la giusta visibilità alla produzione del passato e del presente del distretto”.

Anche Augusto Ciarrocchi ha ribadito come il Museo permanente sia un discorso da portare avanti con concretezza e nell’immediato: “Il design è stata l’ancora di salvezza per le aziende del distretto che grazie ad esso, non sono rimaste schiacciate dal mercato internazionale. Siamo stati bravi e fortunati a trovare questo nuovo slancio perciò il Museo, oltre a catalogare il patrimonio industriale del distretto, onora il lavoro di venti anni portato avanti dalle aziende e dai professionisti che le hanno accompagnate”.

Augusto Gigliozzi ha invece fatto notare come l’idea del Museo permanente si sposi perfettamente con la proposta di Federlazio di creare un marchio Made in Italy per il distretto di Civita Castellana: “Il design rappresenta un concreto valore di crescita e sviluppo, grazie ad esso il distretto ceramico è in grado di produrre prodotti di qualità intrisi di cultura ed esportarli in tutto il mondo. La Federlazio crede che la creazione di un marchio Made in Italy per il distretto si sposa bene con il progetto del Museo permanente, un marchio che serve a tutelare i prodotti quale risorsa peculiare del territorio per tradizione, qualità e prestigio”.

Al termine degli interventi, il vicesindaco Contessa ha confermato l’impegno dell’amministrazione nel tener presenti le possibilità di realizzazione del progetto senza nascondere le problematiche insite in esso: “Come amministrazione ribadiamo l’impegno alla realizzazione del Museo permanente, qualora si prospettino le condizioni favorevoli per attuarlo. Non nascondo preoccupazioni a riguardo, come ad esempio i locali che dovrebbero ospitare il Museo e la gestione della struttura. Comunque, l’amministrazione terrà presente il discorso come anche quello relativo alla creazione di un marchio distintivo del distretto, che indubbiamente rappresenta un notevole volano per la produzione”. 

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