Gioco d’azzardo, il Ceis: sotto osservazione 25 persone

Luciano Costantini

C’è l’anziana pensionata che ogni mattina si gioca puntualmente un euro fino all’esaurimento dell’assegno mensile; c’è la moglie del professionista che, dopo aver accompagnato i figli a scuola, trascorre tre ore incollata dinanzi al display della solita tabaccheria in attesa che escano i numeri miracolosi. Sono soltanto due casi sommariamente raccontati da don Alberto Canuzzi, presidente del Ceis, il Centro di Solidarietà della Quercia, nel presentare la “Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti”. Questa volta il tema è il gioco d’azzardo definito “un cancro sociale” da Papa Bergoglio: 120 miliardi di fatturato legale del 2016, rispetto ai 26 del 2005. Ogni cittadino italiano, minorenni compresi, lo scorso anno si è giocato mediamente 1.500 euro. Il Ceis sta affrontando questo nuovo e sempre più agguerrito nemico con i pochi strumenti che ha e con risorse messe a disposizione dalla Cei (Conferenza episcopale italiana). Ovvio, servirebbero maggiori aiuti per conferire più peso al progetto di recupero che in meno di due anni – spiega uno degli operatori, Francesco Molozzi – ha posto sotto “osservazione” 25 persone, 7 delle quali sono ancora “in trattamento”. E’ l’assuefazione il primo nemico da sconfiggere, cioè l’ormai consolidata abitudine a considerare il gioco d’azzardo come qualcosa di assolutamente normale, quando normale non è perché sul “Gratta e vinci”, sul “Supernenalotto”, sulla semplice “Riffa” on line, si sono bruciati patrimoni e si sono rovinate esistenze. E, purtroppo, il fenomeno è in costante crescita sotto l’indifferenza di tanta gente. “Per il gioco d’azzardo – ricorda don Alberto Canuzzi – sta accadendo ciò che è accaduto per le tossicodipendenze classiche. Ce ne siamo dimenticati….io in pochissimo tempo ha celebrato tre funerali per altrettanti morti di droga e quasi nessuno se ne è accorto”.

Per attirare l’attenzione della gente quest’anno il Ceis ha organizzato una “Tre giorni” che si svolgerà presso la comunità della Quercia. Tre spettacoli teatrali e una mostra di pittura e ceramica: prima rappresentazione venerdì alle 21 con “…è bbasso ppiù llungo d’’a zzamba”, una commedia in dialetto portata in scena dal Gruppo Spontaneo Canepinese; sabato 24 Fabrizio De Giovanni presenta “Gran Casinò, storie di chi gioca sulla pelle degli altri”; domenica “Senti il silenzio”, del laboratorio teatrale della Compagnia “Presente Imperfetto”,nata nel 2015 all’interno del Ceis. Sabato, alle 11 nella basilica di S.Maria della Quercia, la messa officiata dal Vescovo e la cerimonia della “graduazione”, per coloro che hanno attraversato il percorso di cura e hanno vinto la loro battaglia.

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