Caterina: ho lasciato la Sardegna per Viterbo per seguire il cuore

caterina sanna

Negli anni ’50, al tramonto del secondo conflitto mondiale, erano molte le famiglie che decidevano di lasciare la loro terra d’origine per trovare riparo e fortuna altrove. La Sardegna in quel periodo era una terra molto povera che risentì particolarmente degli sconvolgimenti politici ed economici che investivano l’Italia di quegli anni. Le famiglie partivano da Olbia, portando con sé, ove possibile, gregge e alimenti per raggiungere Civitavecchia e subito dopo la Toscana, terra fertile e rigogliosa. Molte di queste famiglie, durante il lungo viaggio, decisero di stabilirsi anche nel Lazio, in particolar modo nella provincia di Viterbo, trovando anche lì un clima mite e campagne floride, adatte alla pastorizia e all’agricoltura.

Queste sono le storie più o meno simili che abbracciano molti compaesani di Caterina, giovane studentessa di 23 anni che un anno fa ha deciso di trasferirsi a Viterbo per ragioni però, diverse da quelle fin qui descritte.

Caterina appartiene ad una famiglia di allevatori di Orune in provincia di Nuoro, fin da bambina ammirava   papà Pasquale, proprietario della azienda di famiglia, mentre era intento ad accudire e governare tutto quello che era legato alla terra. E con il crescere è aumentato dentro di lei quel legame profondo con l’isola che è diventata musa ispiratrice dei suoi racconti e dei suoi versi.

Crescendo Caterina ha trovato nella lettura e nella scrittura, due amiche fedeli che l’hanno sempre accompagnata tra i campi e le montagne silenziose del suo paese, facendo fiorire in lei il desiderio di diventare un giorno un’insegnante e perché no, una scrittrice. Nel 2011 si aggiudica il primo premio letterario “Certamen Deleddiano Nazionale”, indetto dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro, nella giornata dedicata al premio Nobel Grazia Deledda.

   Dopo il diploma decise di iscriversi all’Università di Cagliari che abbandonò poco dopo in seguito a problemi di salute e con i quali ancora oggi è costretta a battersi. Caterina infatti, è diabetica e non è facile per lei convivere con questa malattia alla quale purtroppo, almeno per ora, non vi sono rimedi risolutivi. Ciononostante, grazie alla sua famiglia e soprattutto alla sua tenacia, non ha mai smesso di inseguire i suoi sogni. Oggi a condividere le sue aspirazioni c’è Giovanni, il futuro marito, anche lui di origine sarda, ma nato a Viterbo

Caterina e Giovanni si sono conosciuti qualche anno fa durante la festa della Madonna del Carmelo, festività patronale di Orune alla quale tantissimi emigrati sono devoti, Giovanni si trovava lì per far visita ai suoi parenti.

A distanza di due anni Caterina decide di trasferirsi a Viterbo per terminare vicino al suo fidanzato gli studi Umanistici, per poi finalmente sposarsi. Non è stato facile per lei lasciare la sua terra, la sua famiglia e i suoi amici, e le varie attività culturali del suo paese, alle quali partecipava attivamente. Ma il desiderio di costruire insieme al fidanzato una famiglia è talmente grande da renderla felice e orgogliosa della sua scelta.

Oggi Caterina alloggia presso la casa dello studente di S. Sisto, dove ha avuto l’occasione di conoscere molti ragazzi che come lei, seppur per motivi diversi, hanno deciso di trasferirsi a Viterbo. Fin da subito è stata accolta d un clima familiare, una piccola città circondata dalle campagne che la aiutano a farla sentire a casa. L’università le sta dando grandi soddisfazioni, che rafforzano sempre di più l’altro suo grande obbiettivo, insegnare.

Grazie al suo carattere solare e socievole ha visto nascere nella sua vita nuove amicizie, con le quali oggi condivide le sue giornate ed i suoi studi, non mancano momenti di tristezza e nostalgia ma, la sua carica di ottimismo insieme all’amore dei suoi familiari sono pronti a risollevarla.

“…La vita ti riserva delle sorprese incredibili, nel mio caso impensabili…ma, l’amore è qualcosa di talmente grande da rendere possibile anche l’inimmaginabile. La mia è stata una scelta fatta con il cuore …”.

Le foto in costume sono del fotografo G.G. Bitti 

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