Capodanno: boom di lenticchie portafortuna. C’è pure quella di Onano

Esplosione delle lenticchie a capodanno, presenti nell’86% dei menu. È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixe’ secondo cui per il cenone di fine anno le lenticchie sono state presenti nell’86% dei menu, beneficiando delle tendenze salutistiche, della solidarietà con le aree terremotate dove vengono coltivate e forse anche perché sono chiamate a portar fortuna secondo antiche credenze. Tra le più note quelle di Castelluccio di Norcia Igp, ma anche quelle inserite nell’elenco delle specialità tradizionali nazionali come le lenticchie di S. Stefano di Sessanio (Abruzzo), di Valle agricola (Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), Molisane (Molise), di Altamura (Puglia), di Villalba, Leonforte, Ustica e Pantelleria (Sicilia) o umbre quali ad esempio quelle di Colfiorito. Un piatto gustabile durante l’intero arco dell’anno, come contorno o come primo per delle buone zuppe… Immancabile sulla nostra tavola.

Lenticchia di Onano

Tonda e saporitissima, di colore marrone chiaro con sfumature che vanno dal piombo scuro al cinereo rosato, al verdastro, marmorizzata in superficie, la lenticchiadei papi cresce bene nei terreni vulcanici, sabbiosi e leggeri di Onano, ideali per i legumi. La tendenza attuale è di incrementare la coltivazione della lenticchia a seme grande, data la disponibilità di terreni potenzialmente vocati ma attualmente dedicati ad altre colture. La buccia è quasi inesistente e la pasta vellutata, fina e cremosa.

La Lenticchia di Onano è prodotta all’interno del Comune omonimo e vanta un’antichissima tradizione che trova riscontro già negli “Ordini, statuti, leggi municipali della comunità e popolo d’Onano” del 1561; agli inizi del 1800 Epifanio Giuliani in un proprio manoscritto ipotizza una maggiore produzione dei richiestissimi legumi di Onano da vendere nei paesi vicini ed in Toscana come soluzione per migliorare le condizioni economiche e di vita delle popolazioni locali. Altre testimonianze dell’apprezzamento e della diffusione di questo prodotto sono fornite da Giulio Andreotti che nel suo volume “La sciarada di Papa Mastai” ricorda come Papa Pio IX alla vigilia del 1871, in seguito alla perdita del potere temporale, fosse solito consolarsi gustando spesso un buon piatto di lenticchie omaggio del Cardinal Prospero Caterini originario di Onano.
Anche in tempi più recenti si ha riscontro di riconoscimenti che vanno ben al di là del mercato locale e lo testimoniano i premi ricevuti alle varie esposizioni internazionali nel 1910 (Roma e Buenos Aires) e nel 1911 (Londra e Parigi).

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