Canepina rilancia la canapa il suo antico tesoro

“II fieno di Canepina? Lo considero il quarto segreto di Fatima», ironizza Felice Arletti che sta trasformando il centro dei Cimini in un polo di trasformazione della canapa e che è l’animatore della mostra-convegno che si terrà sabato e domenica prossimi. Titolo invitante, accompagnato da un logo con il classico cuore «I amo canapina». Non la banale mostra che dovrebbe esaltare una produzione del passato, ma un trampolino di lancio per una attività futura che vede, appunto, nella canapa la materia prima per la fabbricazione di prodotti quasi impensabili: dall’olio alla pasta, dallo shampoo alla farina. «E presto porteremo sulla tavola il ”Fior di canapa”, un prelibato formaggio stagionato un progetto a 6 mani insieme allo chef Salvo Cravero e a Stefano Polacchi di Gambero Rosso . Ovviamente, abbiamo reinventato il classico fieno in canapa», sottolinea con orgoglio Arletti in Camera di Commercio nel corso della conferenza stampa di presentazione della due giorni canepinese. E ricorda come «i primi libri della Bibbia, la dichiarazione di Indipendenza degli stati Uniti, perfino le funi delle caravelle di Colombo, erano fabbricate proprio con la canapa».
Canepina fino alla metà del secolo scorso è stata la capitale del Centro Italia di questo vegetale. «Da oggi – puntualizza il sindaco, Aldo Maria Moneta – si torna alle origini, ma fissiamo pure un punto di partenza, un volano per il settore tessile e per quello enogastronomico». «E’ bello partire dalla propria storia per programmare il futuro», puntualizza il presidente della Camera di Commercio, Domenico Merlani. Insomma, un progetto per il futuro che ha già basi solide: quindici le aziende che rientrano nella filiera, nove gli ettari di terreno adibiti alla coltivazione. E poi il rinnovato interesse di alcune donne di Canepina che «hanno trovato negli armadi vecchi rotoli di canapa, dimenticati dalle nonne, e che ora stanno trasformando in manufatti tessili di pregio». Arletti & Co sono in attesa di ricevere dalla Regione una sorta di ”riconoscimento” tecnico e istituzionale rispetto a un settore ancor troppo giovane come prospettiva eppure secolare come produzione. Un marchio Dop o Doc? A Canepina al momento non ci pensano. «Intanto potremmo ovviare con un Deco, un marchio a denominazione di origine comunale». Certo è che, a Canepina, il titolo di capitale del fieno nessuno ormai può più toglierlo.
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