Camminare nella Tuscia a ritmo lento tra natura e storia

La Tuscia ha incantato numerosi viaggiatori, che hanno lasciato tracce ovunque, alcune visibili e altre più nascoste tra borghi antichissimi a ritmo lento, tra natura, storia. Chi percorre i vari sentieri o le vie di pellegrinaggio come la Francigena è alla ricerca pure di qualcosa d’immateriale profondamente sconosciuto. E’ un richiamo che viene da dentro, che si amplifica e si traduce in una cosa sola: la riappropriazione del proprio tempo, delle emozioni, la condivisione con gli altri gli altri membri del gruppo, cogliere le fuggevoli sensazioni dell’animo. Solo camminando emozioni, e pensieri hanno un sviluppo naturale. Il piacere di camminare in una natura ancora integra, dove puoi ascoltare il rumore di un ruscello e i richiami degli animali del bosco o catturato dai colori di un picco fiore, sono sensazioni che purtroppo pian piano si stanno allontanando da noi. Sui Monti Cimini sono molte le possibilità di praticare trekking lungo itinerari segnati dal Cai. Ecco perché camminare è ritornato preponderante nei nostri desideri, guadagnando sempre un maggiore pubblico di appassionati. Percorsi immersi in una delle più belle Faggete d’Europa, già candidata a Patrimonio della Umanità Unesco L’intera superficie è circoscritta da un anello montuoso i cui crinali rappresentano la circonferenza del Vulcano Vicano , che sprofondando ha dato origine al lago di Vico.Non servono attrezzature costose per intercettare oltre il piacere della camminata così rare bellezze.Servono solo un buon paio di scarponcini alla portata di tutti.La Tuscia e li che aspetta e ci guida nella scoperta. Un borgo senza tempo quello è il blasonato Civita di Bagnoregio , caratterizzato dai “calanchi” rossi di tufo che soprattutto al tramonto le donano un aspetto lunare, ha ispirato il genio dell’anime giapponese Hayao Miyazaki per una delle sue più belle opere: “Laputa – Castello nel cielo”. Solo camminando lungo l’unica via di comunicazione che collega la cittadina alla civiltà, cioè il lungo ponte pedonale, si comprende la maestosità e la precarietà di questo habitat.E ce ne sarebbero da citare tanti altri, la primavera appena arrivata spinge a cercarli.
Un breve racconto di Bernard Berenson alla prefazione al libro Segreto Tibet di Fosco Maraini offre una chiave di lettura dei tempi che viviamo
“Italo Balbo discese dal suo aereo a Gadames e chiese agli sceicchi, venuti a rendergli omaggio, quanto tempo occorresse loro per recarsi a Tripoli “Ventotto giorni”. “Ma io sono venuto qui in tre ore!” “allora che fai durante gli altri ventisette giorni?”. Essi vivevano quando viaggiavano. Lui volava e basta.

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