I Calanchi visti da vicino, con la Pro Loco di Lubriano

C’è chi sogna di andare a Angkor Wat, o vedere le cascate Iguazu. Il mio sogno era di vedere da vicino i Calanchi che circondano il paese di Civita di Bagnoregio,camminare lungo i costoni, sorvolarli come un drone.
I Calanchi nell’effetto ravvicinato si presentano come dei profondi tagli nei fianchi dei versanti sui quali non riescono a crescere le piante per la continua erosione. Si sono originati, presumibilmente, nel periodo post-glaciale, durante il quale i fiumi avevano maggiore portata e innescarono fenomeni erosivi nelle argille per la loro scarsa resistenza. Tale erosione prosegue ancora oggi e offrono una straordinaria testimonianza degli eventi del passato oltre ad un paesaggio incredibile.
Il sogno si è realizzato domenica scorsa con la passeggiata organizzata dai giovani della Pro loco di Lubriano,guide capaci e grandi conoscitori dell’ambiente.
Il resoconto di una giornata particolare inizia dall’incontro nella piazzetta del paese per la registrazione del gruppo . Già si percepiva che la giornata si sarebbe rivelata interessante, un’energia positiva vibrava nell’aria, tutti erano impegnati a dare il proprio contributo per la riuscita della camminata.
In molti mi avevano sconsigliato il tipo di escursione per via del percorso impegnativo, ma l’entusiasmo dominava le perplessità. Mi sono iscritto, convinto che sarei arrivato sino alla fine .
In questo mese di maggio la natura da il meglio di se,e il giallo delle ginestre, il verde dei prati , l’azzurro del cielo e il bianco accecante dei calanchi, faceva apparire nell’immaginario elementi,sagome di: cattedrali, muraglie, dighe, torri. Un paesaggio da saga epica di Tolkien.
Confesso che l’ultimo tratto per arrivare al “pianoro” è il più impegnativo del tracciato, ma la fatica è ripagata da una veduta che non ha eguali: circondati da un mare di merletti di argilla bianca, e sullo sfondo da una prospettiva unica c’è lei la splendida Civita di Bagnoregio.
La meraviglia della natura ce l’abbiamo a portata di mano spesso senza concederci il privilegio di viverla.

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