Boxe: un sinistro di Bute e Di Luisa giù alla quarta ripresa

Per tre riprese Lucian Bute e Andrea Di Luisa hanno portato avanti il giorno di Ferragosto a Montreal un match fatto più di propositi che di fatti.
Contratto, teso, mai fluido nei suoi tentativi il nostro Andrea.
Incartato, addirittura impacciato il rumeno canadese, si è portato sul ring una montagna di dubbi. Aveva paura, temeva che diciannove mesi lontano dal combattimento potessero essere una pausa troppo lunga a 35 anni. E in quei tre round i suoi dubbi sono stati legittimati da una condotta estremamente prudente, mai sbilanciata alla ricerca del colpo giusto. Ha lasciato che fosse Di Luisa a cercarlo, che fosse lui a prendersi i rischi di un incontro d’attacco.
Ma nella testa del nostro pugile c’era qualche incertezza di troppo. Ci ha provato, ma senza troppa convinzione. Ha sentito che i pugni dell’ex campione del mondo non lasciavano poi segni così pesanti e ha provato a capire se potesse davvero esserci lo spirargli per realizzare la grande sorpresa.
Tutto è cambiato nel corso della quarta ripresa. Andrea ha preso confidenza, ha portato per la prima volta qualche buona combinazione e il match che viaggiava sul filo dei pochi colpi per round si è improvvisamente acceso.
Il gancio sinistro, quello a cui il campano aveva affidato tutti i suoi sogni è andato a segno. Ma non è stato decisivo. Lo è stato invece quello di Bute che, subito il colpo, ha fatto un’oscillazione sul tronco e poi ha tirato il suo gancio sinistro. Preciso, veloce, potente.
Di Luisa non l’ha visto e si è ritrovato al tappeto. Si è rialzato prima che l’arbitro chiudesse il conteggio e ha ripreso a combattere. Ma le gambe non erano più solide e sotto l’occhio sinistro un ematoma si stava gonfiando. Erano passati 1:53 della quarta ripresa quando dall’angolo è volato un asciugamano rosso lanciato da Michele Di Luisa, coach e papà.
“Non valeva più la pena. L’ematoma e soprattutto la condizione di Andrea mi hanno fatto prendere la decisione che sono certo sia stata quella giusta”.
E lui, Andrea Di Luisa dice: “Non faceva così male. Sono finito giù senza vedere il colpo. Ora sto bene, mi sentivo ancora solido. Ma rispetto la decisione del maestro, che poi è anche mio padre”.
Lucian Bute a match finito si è lasciato andare ad un pianto commovente. Fosse andata male l’avrebbe finita qui. Un successo prima del limite, non ottenuto al termine di una grande prestazione, gli regala probabilmente la possibilità di sfidare James De Gale per il titolo supermedi Ibf.
La tensione per la grande occasione, il fatto di dovere combattere in un ambiente infuocato, contro ogni pronostico e con un pugile dal passato importante hanno condizionato Andrea Di Luisa togliendogli un po’ di quella calma di cui avrebbe avuto bisogno. A Di Luisa va il merito di aver tentato un match la notte di Ferragosto la cui mission si sapeva già quasi impossibile con un vincitore che non si è mai arreso. La registrazione della ripresa su Sky Sport il 22 agosto.

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