Borsalino, fallimento per la storica azienda di cappelli

Il tribunale di Alessandria ha respinto la richiesta di concordato della Haeres Equita srl, società dell’imprenditore svizzero Camperio, che gestisce l’azienda dopo l’affitto del ramo. 160 anni di storia e perfino un francobollo commemorativo che ne celebrava il successo e l’eccellenza del sistema produttivo del nostro paese.
Giuseppe Borsalino, classe 1834, non si sarebbe di certo aspettato tutto questo. Per avere la qualifica di Maestro cappellaio, aveva lavorato per 7 anni al cappellificio Berteil a Parigi. Aveva aperto il suo primo laboratorio ad Alessandria, ma sempre guardando all’estero. Nel 1897 in visita alla Fabbrica Battersby di Londra, senza farsi vedere intrise il suo fazzoletto nella vasca della “catramatura”, portando in Italia il segreto inglese per la fabbricazione delle perfette bombette. Il brand è presente negli store di tutto il mondo, con dieci punti vendita in Italia e uno a Parigi. Borsalino capì immediatamente la preziosità di quell’oggetto elegante e lo trasformò in oggetto di desiderio, indossato da capi di stato, attori. Alla vigilia della prima guerra mondiale, Borsalino produceva 2 milioni di cappelli all’anno. Dopo un cambio di proprietà negli anni novanta, la situazione è andata via via peggiorando fino all’amaro epilogo del fallimento. Una storia triste che però non può concludersi così.

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