Belcolle: inaugurato il nuovo ingresso, apre la porta della qualità e del servizio

Luciano Costantini

“Salendo a destra”, please. Ma non c’è neppure bisogno di chiedere indicazioni. Salendo a destra, sopra il nuovissimo ingresso sventolano le bandiere delle istituzioni, sotto uno stuolo di medici in camici rigorosamente candidi, tra i quali fanno fatica a distinguersi le uniformi delle autorità militari e i vestiti grigio-cenere degli invitati. Tanti i politici di tutti gli schieramenti. Ci sono proprio tutti. C’è perfino il patron della Viterbese, Piero Camilli, che ha portato in dono alcune fioriere. E c’è il sindaco, Leonardo Michelini, che ha portato il saluto della città. E, naturalmente, c’è il vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli, che ha portato la benedizione del Cielo. Ma c’è, soprattutto il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, chiamato a tagliare il tradizionale nastro tricolore. Si apre così in pompa magna la hall dell’ospedale di Belcolle, che un’entrata degna di tale nome non l’ha mai avuta nel suo pur lungo e travagliato periodo di vita. “Fino a ieri, noi medici, per entrare dovevamo passare per la camera mortuaria”, ricorda il direttore generale, Daniela Donetti. In effetti il nosocomio, almeno “salendo a destra”, sembra l’immagine dell’efficienza e della modernità hi-tech: display in ogni angolo, indicazioni ordinate (altro che i pezzi di carta male incollati agli angoli dei corridoi), perfino un apparecchio sul quale puoi fare la prenotazione, scaricarla sul tuo cellulare e presentarti all’ultimo momento allo sportello. In un angolo, un ambiente per permettere alle mamme di allattare. Roba da non credere, se solo pensi al Belcolle che vive a poche decine di metri di distanza. Comunque basta cominciare. Anzi, ricominciare. “Oggi – spiega Daniela Donetti – non è soltanto il giorno in cui si inaugura l’ingresso dell’ospedale, ma il giorno in cui parte una nuova stagione che passa anche attraverso il miglioramento della qualità del servizio con la struttura di medicina diagnostica che dovrà servire a rendere più efficiente il sistema di cure oncologiche. Arriveranno poi le nuove sale operatorie”. Insomma, ci sono tutti i presupposti perché il polo di Belcolle possa finalmente arrivare a quote di assoluta qualità. A confortare i presupposti anche i numeri, che sono evidentemente indiscutibili. “Dieci anni fa – ricorda il governatore Zingaretti con malcelato orgoglio – c’era il rischio del commissariamento. Causa il disastrato sistema sanitario regionale e la voragine dei debiti, oggi siamo arrivati al pareggio di bilancio, anche grazie ai sacrifici di tutti. E, soprattutto, possiamo affermare che il nostro sistema è all’avanguardia sul fronte nazionale della sanità. Viterbo è anche un pizzico più avanti, rispetto agli altri distretti del Lazio. Certo, si può fare di più. E lo faremo, attraverso nuovi investimenti che abbiamo già deliberato>. Gongola, il sindaco Michelini, che gli è accanto. <Non credo ai miei occhi, è bellissimo. E poi una città cresce anche se può garantire un sistema sanitario efficiente”. Ci mancherebbe altro.

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