Bar Croco a Montefiascone: un mix di arte e sapere artigianale

C’è un po’ di Francia, un po’ di arte, una maestrìa antica dell’arte del gelato e un’accoglienza fatta di tradizione nel Bar Croco di Montefiascone via Orvietana 3.

Cinque anni fa è iniziata la sfida di Dario Cappelletto: dare un nuovo volto, mantenendo inalterata la tradizione dello storico Bar Pieretti. L’antico bancone in legno intarsiato, la colonna centrale, i vetri e gli spazi sono rimasti quelli, ma alcune modifiche funzionali hanno reso più agevole gli spostamenti all’interno del locale. E poi c’è stato il tocco di Odile, compagna anche nella vita di Dario, che con la sua storia di studiosa d’arte (laurea e master a Montpellier) ha reso il bar Croco una mini galleria, dove trovare esposte opere di artisti locali e internazionali.

“La mia esperienza nel settore è decennale – ci racconta Dario- ma questo posto sapevo che sarebbe stato una nuova grande sfida. Il posto è strategico, ma si sa che in un locale la differenza la fa la qualità del prodotto e l’accoglienza. E noi ce la mettiamo tutta. Sono tornato a impegnarmi in una mia vecchia passione, abbandonata da un po’ di anni: il gelato”.

Ed è con vera passione che Dario ci spiega di essere appena tornato dal Salone internazionale della Gelateria e della pasticceria, e di esseri scontrato ancora una volta con i prodotti industriali. “Sempre di più ti vengono offerte vaschette già pronte che devi solo mettere nei congelatori, sono prodotte dalle industrie. Sorgono gelaterie ovunque, i clienti si abituano a quel gusto, e rischiano di non apprezzare più il sapore vero del gelato. Ma quanti grassi ci sono in quei prodotti, ne hanno consapevolezza?”.

Ed è bello scoprire quanto lavoro ci sia dietro la produzione di un gelato: solo per il ciclo di raffreddamento servono 45 litri di acqua, e poi le materie prime devono essere di alta qualità: “i miei pistacchi arrivano da Bronte, da un anziano produttore che sono andato a ritrovare in Sicilia, la vaniglia proviene dalla Francia, dove sono i veri maestri. Certo conciliare i costi di questi prodotti con la produzione artigianale non è semplice, ma al primo posto c’è la qualità, e i clienti la sanno apprezzare”.

Il bancone del gelato riapre ogni anno il 19 marzo, per la festa del papà, mentre l’altro punto di forza del bar Croco, è attivo tutto l’anno: le crepes dolci e le galette (ossia crepes salate). “Per pagarmi gli studi ho lavorato in una famosissima creperie in Normandia – ci svela Odile – ho avuto la fortuna di imparare le ricette originali e così quando la vita e il cuore mi hanno portato nella Tuscia ho pensato che poteva essere bello mantenere un angolo di Francia anche qui. Certo in Italia c’è un grande concorrente: la pizza, ma quando i clienti assaggiano le vere crepes francesi se ne innamorano. Do alcuni consigli per la farcitura, ma poi ognuno può creare l’abbinamento che più desidera”.

E sempre per sentirsi un po’ a casa, Odile ha inserito l’esposizione dei quadri: “Inizialmente ospitavo un artista al mese, ora ho capito che c’è bisogno di più tempo per apprezzare queste opere. I clienti hanno bisogno di abituare l’occhio alla novità. Io metto solo in contatto gli artisti, ma so che in diversi hanno avuto soddisfazione dopo l’esposizione”.

In queste momento al bar Croco sono esposte alcune opere di un’artista tedesca (che come tanti ha scelto proprio la Tuscia come suo angolo di paradiso) Cornelia Van Cappellen: paesaggi e nature morte che valgono veramente la pena di essere viste.

A dare una mano a Dario e Odile ci sono altri due ragazzi: dalle 6 della mattina sino alle 24 l’accoglienza è garantita.

 

 

Croco Bar Facebook

 

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI