Assessore Perà: risanare il centro storico si può, la parola d’ordine è accessibilità

Luciano Costantini

“Una soluzione semplice e rapida non esiste”. La premessa di Sonia Perà, assessore allo Sviluppo del Comune di Viterbo, è chiara rispetto al problema ormai atavico del centro storico: esercizi commerciali che saltano a ripetizione, degrado progressivo, emorragia inarrestabile dei residenti. In una parola, desertificazione. Un solo dato per tutti: su tre negozi che chiudono, due sono situati entro le mura cittadine. Corso Italia è la fotografia impietosa. La via dello “struscio”, una volta vivace e sfavillante, che ostenta tutto il proprio languore. Il vecchio Schenardi che torna nell’oblio, la nuova Carpisa che si arrende.

“E’ però un problema – avverte la responsabile comunale del settore Sviluppo – comune a tante città delle nostre stesse dimensioni. Direi che altrove è anche peggio. In centro resistono ancora, è davvero il caso di sottolinearlo, 512 attività commerciali, spesso soffocate dalla abnorme presenza di grandi siti che sono sorti fuori le mura e che sono retaggio delle passate amministrazioni. Cosa fare? Migliorare quella che io sintetizzo in una parola, accessibilità. Che vuol dire parcheggi, fruibilità, illuminazione, pulizia. In sintesi, ci sono tre milioni di euro per i nuovi posteggi di valle Faul e delle Fortezze. Stiamo realizzando un treno-navetta elettrico per spostamenti rapidi, potenzieremo l’apparato delle luci a via Cavour, via San Lorenzo e piazza del Comune. Abbiamo stanziato 200.000 euro per rendere più pulita la città che effettivamente è sporca. La Ztl? Va bene anche se probabilmente dovremo apportare correttivi agli orari. In una parola, dobbiamo rendere più vivibile il centro”. Promesse elettorali, direbbe qualcuno. “No, perché i soldi ci sono. C’è un piano del commercio che dovrebbe essere varato ad ottobre, subito dopo aver fotografato esigenze e opportunità che lo stesso centro offre. E’ chiaro che il tutto va concertato con le varie rappresentanze di cittadini, negozianti, residenti. Dobbiamo metterci attorno ad un tavolo”. I soldi, dicevamo… “Sono inseriti in due bandi della Regione per complessivi 200.000 euro, legati ad altrettanti progetti. Il primo si chiama “Reti su strada” e servirà a pubblicizzare telematicamente i prodotti e le opportunità turistiche di Viterbo. Il secondo, analogo per obiettivi, sarà ampliato alle frazioni”. I tempi? “Due, tre mesi”. Intanto però l’agonia del centro continua. Cosa si può fare da subito per arrestarla, probabilmente lavorando sui carichi fiscali e le inadempienze burocratiche che soffocano? “In effetti i canoni di affitto sono troppo alti, ma in questo caso è difficile intervenire, si potrebbe comunque ridurre la tassa sui rifiuti, pure se temo che non potrà avvenire in questa consigliatura. Una opzione allo studio è anche quella di trasferire in centro il sistema dei servizi. Come Comune lo stiamo già facendo. E poi magari trasformare strutture vecchie ma di valore in nuovi siti polivalenti. Prima però dovranno essere cambiate le cosiddette destinazioni d’uso. Penso al cinema Genio, alla Banca d’Italia. Insomma, dobbiamo fare in modo che il centro torni ad essere accogliente, commercialmente pregiato ed efficiente dal punto di vista dei servizi. Ecco perché la parola d’ordine è accessibilità”.

 

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