ARTE in Biblioteca: Gigliotti racconta l’arte di Yves Klein

arte bibioteca

Yves Klein e l’arte del Ventesimo secolo, la biografia critica di Thomas McEvilley, sarà il tema del prossimo incontro ad Arte in Biblioteca. A parlarne è il critico d’arte Guglielmo Gigliotti venerdì 15 maggio alle 17.30 presso la Sala Conferenza della Biblioteca Consorziale di Viterbo.

Yves Klein fu un artista rivoluzionario, contraddittorio, un pittore e un antipittore che con passione e genio ha fatto sua un’eredità culturale in cui si mescolano Bachelard e Heindel, Jung e i Rosacroce, Duchamp e Malevič, e che ha saputo guadagnarsi un posto del tutto eccezionale a cavallo fra Modernismo e post Modernismo. Klein divenne famoso col nome di “Yves – le Monochrome”. I suoi dipinti, tele di ampie dimensioni, tendono verso qualcosa, come dichiarò lo stesso Klein, che non è mai nato e mai morto, verso un valore assoluto. La monocromia, principio stilistico fondamentale dell’arte di Klein, fu l’inizio di una ricerca universale. La ricerca di un punto al di fuori degli eventi terreni e quotidiani, il tentativo di raggiungere i confini dell’infinito, l’idea del vuoto, del’’immateriale, dell’indefinibile. Questi temi attraversano la sua arte, costituendo idealmente il prolungamento della sua breve vita. Klein morì nel 1962, all’età di 34 anni, ma realizzò in soli sette anni, oltre mille dipinti. Nel suo libro Thomas McEvilley si addentra nella complessa personalità dell’artista, divenendo uno stru­mento essen­ziale per com­pren­dere il feno­meno Klein, in cui opera e vita sono indi­stin­gui­bili.

Il critico Guglielmo Gigliotti si addentrerà nella vita dell’artista partendo appunto dalla biografia scritta da Thomas McEvilley. Gigliotti è laureato in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università La Sapienza di Roma, è critico d’arte e docente di ruolo di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. È redattore de “Il Giornale dell’arte” ed ha curato numerose mostre per gallerie private. E’ curatore, assieme ad Alberto Dambruoso dei “Martedì Critici”, ospitati da Maxxi, Macro, Madre, Museo Pecci. Nel 2011 è stato pubblicato un suo saggio sull’arte degli anni ’80 nel volume Electa “Il confine evanescente. Arte italiana 1960-2010”, realizzato dal MAXXI. L’anno successivo ha pubblicato, con Carte Segrete, un libro sulla Scuola di San Lorenzo “Sei storie. Tirelli, Pizzi Cannella, Ceccobelli, Nunzio, Gallo, Dessì”. Ha scritto per numerose testate, tra cui “Terzo occhio”, “Tema celeste”, “Segno”. E’ in corso di stampa per De Luca “Arte-vita a Roma tra gli anni ’60 e ’70”, l’ autobiografia di Anna Paparatti.

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