Arruzzolo: Viterbo con amore è volontariato per il volontariato

domenico arruzzolo

Una massima di San Francesco d’Assisi recita: “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”. Domenico Arruzzolo e l’associazione “Viterbo con Amore” , di cui è presidente, sono almeno a metà strada. Quando  vide la luce, nel 2001, da un’idea di don Alberto Cannuzzi, attuale responsabile del Ceis di Viterbo, “Viterbo con Amore” si prefiggeva un obiettivo coraggioso: quella di creare una rete di collaborazione fattiva fra associazioni di volontariato, per consentire loro di portare a termine i loro progetti.

“Era un’idea quasi visionaria: per troppo tempo in questo settore si era perseguita la politica del “proprio orticello”; ma le associazioni, procedendo da sole, potevano fare ben poco”, esordisce Arruzzolo, viterbese del Pilastro, classe 1958, un passato da ufficiale dell’Aeronautica Militare.

Un’idea che è stata premiata dai fatti: in quindici anni di attività sono stati finanziati più di ottanta progetti, provenienti all’incirca da quaranta associazioni. “La nostra attività si potrebbe definire, in maniera semplificata, volontariato per il volontariato. In settembre cominciamo a raccogliere i progetti. Tra quelli che ci sembrano significativi, ne scegliamo uno internazionale, uno provinciale e i restanti due o tre di Viterbo”.  “Viterbo con Amore” raccoglie i fondi necessari al finanziamento degli stessi principalmente grazie alla Lotteria della Solidarietà, con estrazione in giugno dell’anno successivo, oltre che attraverso eventi di vario genere come convegni, manifestazioni, concerti. Quest’anno i progetti prescelti sono come sempre vari ed interessanti.

“Si parte da Kinshasa, nel Congo, dove una scuola ha bisogno praticamente di tutto: dalle scaffalature ai libri. Altri due progetti prevedono rispettivamente l’acquisto di attrezzature per la produzione di miele presso la comunità di San Crispino di Viterbo, e la costruzione all’interno di una fattoria didattica, di un parco avventura per disabili. Infine, un importante progetto vedrà la dotazione strumentale del locale ambulatorio di medicina dello sport, attualmente impossibilitato a offrire servizi diagnostici per atleti con disabilità”.

Un paniere di sfide stimolanti per la squadra di “Viterbo con Amore”, che conta una ventina di soci operativi effettivi. Un numero che cresce sensibilmente e in modo spontaneo in prossimità del grande evento annuale organizzato dall’associazione, e che quest’anno si svolgerà l’8 maggio: la Città a Colori. Un grande contenitore dove ciascuna associazione di volontariato operante sul territorio può far conoscere la propria attività e allo stesso tempo intrecciare rapporti di proficua collaborazione con le altre presenti. Una manifestazione che è anche una grande festa di sport e, appunto, di colori.

“Le piazze cittadine si riempiranno di ragazzi praticanti svariate attività sportive, dalla pallavolo al basket, dalla bicicletta alle arti marziali. Questo darà occasione di concretizzare il concetto dell’inclusione,dell’integrazione delle persone disabili nel mondo delle attività sportive”. E poi ancora danze, giochi, artisti di strada, burattinai, musica. “Città a colori coniuga volontariato e aspetto ludico, oltre che artistico e culturale. Un binomio che è giunto con successo alla dodicesima edizione. E che funge da vetrina ad un volontariato locale che al contrario di altri settori della vita civile gode di ottima salute”. Da un presente vigoroso e dinamico, passiamo a parlare dell’immediato futuro, e dei progetti di Domenico Arruzzolo.

“Una bellissima realtà del presente è la Fondazione Oltre Noi, che abbiamo fortemente voluto, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul grave problema del futuro dei disabili nel momento in cui non avranno più l’appoggio affettuoso delle loro famiglie. Abbiamo voluto creare un’alternativa al destino triste e quasi obbligato dell’istituto: crediamo che si possa e si debba assicurare a queste persone una vita dignitosa dall’inizio alla fine. Pensiamo alla creazione di case famiglia, dove possano continuare a ricevere cure e amore non troppo distanti da quelli cui erano abituati”. E ancora, iniziative di sensibilizzazione al problema della violenza sulle donne. Il sogno di creare un emporio solidale, dove i meno abbienti possano accedere in via gratuita ai generi di prima necessità. E un bellissimo rapporto con i giovani, ai quali si rivolge spesso durante gli incontri con le scuole: “Non so se sono in possesso delle parole giuste per coinvolgerli nel volontariato. Perché i giovani sono probabilmente attratti da tutt’altro. Ma sono sicuro che praticando volontariato riconoscerebbero quanto questo li può arricchire come persone. Quanto venire a contatto con le fragilità altrui li possa aiutare a ripensare alla loro stessa vita. A ricollocarla nella giusta dimensione”.

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