Arbitri di calcio viterbesi. incontro con Federico La Penna della sezione di Roma

Gli arbitri di calcio viterbesi hanno incontrato ieri, giovedì 9 novembre 2017, il collega di serie B Federico La Penna della sezione di Roma 1. La riunione è iniziata con un’interessante lezione tenuta da Odoardo Marcellini, componente del settore tecnico nazionale dell’Aia e del programma Mentor & Talent dell’Uefa. Marcellini, con l’ausilio di fotografie e filmati, ha fornito interessanti spunti di riflessione ai giovani colleghi. “State attenti alla segnatura delle linee sul terreno di gioco – ha esordito Marcellini – controllate il comportamento delle persone ammesse in panchina, che spesso rimangono in piedi, non indossano la maglietta di gioco o hanno atteggiamenti non consoni. Quando comminate un’ammonizione fatelo con la giusta procedura e gestualità, perché il provvedimento disciplinare deve lasciare il segno. Attenzione particolare al rinvio del portiere che non deve uscire dall’area di rigore. Invece – ha sottolineato Marcellini – abbiamo notato che spesso i numeri uno calciano il pallone stando alcuni metri fuori dall’area. Questo consente ai portieri di far arrivare il pallone nell’area avversaria. Un modo di fare che deve essere prevenuto e sanzionato adeguatamente.”
Particolarmente apprezzato l’intervento di Federico La Penna, un arbitro di 34 anni con la faccia da ragazzo, che lunedì scorso arbitrando Perugia – Avellino ha raggiunto il traguardo delle cento partite in serie B e può vantare alcune direzioni nella massima serie. La Penna ha fatto vedere alcuni filmati di partite da lui dirette, senza nascondere gli errori commessi e spiegando come fare per evitarli. “In gioventù non ho giocato al calcio – ha esordito La Penna – da ragazzo praticavo il rugby e pesavo 104 chili. Ho iniziato ad arbitrare a 17 anni e oggi peso 70 chili. Se ti assegnano la direzione di una partita – ha detto La Penna ai giovani colleghi – vuol dire che i dirigenti arbitrali ritengono che tu possa arbitrarla. In campo date tutto, dirigete ogni gara come se fosse una finale. I risultati si raggiungono con l’impegno, la dedizione e l’allenamento. Arbitrare è una grande emozione – ha concluso tra gli applausi – dovete viverla fino in fondo.”
A fare gli onori di casa sono stati il viterbese Umberto Carbonari, componente del comitato nazionale dell’Aia e Luigi Gasbarri, presidente della sezione di Viterbo dell’associazione italiana arbitri, che hanno ringraziato La Penna e Marcellini per l’ottima esposizione degli argomenti e hanno consegnato degli oggetti ricordo della loro visita nella Città dei Papi. Presente alla riunione anche Domenico Trombetta, membro del Comitato Regionale Arbitri del Lazio.

Aia, associazione italiana arbitri, sezione di Viterbo.

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