Annarosa Mattei in Strinati , reciproco rispetto e conoscenza di sé nell’occidente medievale

Luciano Pasquini

Annarosa Mattei in Strinati è conosciuta come una amante e studiosa di teoria e storia della letteratura,ha presentato il suo nuovo libro, L’enigma d’amore nell’occidente medevale,(La Lepre edizioni), prefazione di Franco Cardini raccontando all’attento pubbblico presenTe venerdì 8 dicembre alle ore 16.00 a Palazzo Chigi, a Soriano nel Cimino un’epoca lontana, di una straordinaria civiltà, in cui dame, cavalieri e trovatori, re e regine, umili e potenti, veri e propri personaggi romanzeschi, vissero, celebrarono poeticamente e intesero l’esperienza d’amore come il momento culminante dell’esistenza umana e il più alto vertice di sapienza. Siamo nel XII° secolo, nei castelli a sudovest della Francia dove fiorì una civiltà fondata sulla centralità della donna, vista come portatrice di amore, gentilezza e sapienza, celebrata dal canto dei trovatori, che riconobbero in lei il vero motore della vita e della conoscenza. La parola amor nova, fin’amor – femminile in lingua d’oc – significò per questi grandi poeti e musicisti l’amore che fa rinascere a nuova vita. Eleonora d’Aquitania, due volte regina, favorì la diffusione della ‘rinascenza cortese’. La figlia, Maria di Champagne, fece scrivere un codice, il De amore, perché il cavaliere imparasse ad avvicinare la dama secondo le prescrizioni e i riti di un graduale percorso formativo. Fu così che nacque una vera e propria ‘scienza dell’amore’ che, per la prima volta nella storia occidentale, fondava il dialogo tra l’uomo e la donna sulla parità, il reciproco rispetto, la conoscenza di sé. La parte dialogata con l’autrice ha visto partecipi il Prof. Claudio Strinati e il Dott.Andrea Alessi, direttore del Museo Civico di Acquapendente, le letture interpretate dalla Dott.ssa Francesca Ceci, archeologa dei Musei Capitolini.Un libro che elaborato nel significato della storia aiuta pure a capire meglio il presente.

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