Andrea Cuccello: tra i“magnifici sette” nella nuova segreteria Cisl

Luciano Costantini

Una vita trascorsa nel sindacato. Nel caso di Andrea Cuccello non è una iperbole o una banalità retorica, ma verità sacrosanta. Una lunghissima testimonianza personale. “Mio padre, Paolo, fin da piccolino mi portava con sé alle assemblee, agli incontri, alle manifestazioni. Non me ne perdevo una. Altro che trenino o altalene di Pratogiardino”. Ovvio, anche il papà di Andrea faceva il sindacalista a tempo pieno nella Cisl. E’ lui che gli ha trasmesso la passionaccia. “Confrontandomi in pubblico ho imparato a superare la timidezza che evidentemente era insita nel mio carattere. Oggi mi sento spigliato, nel parlare, nell’approccio con le persone”. E infatti la chiacchierata è quasi un incontro tra vecchi amici al bar. Comincia con i guai dell’Inter, perché Andrea come me è tifoso nerazzurro da sempre anche se non ha potuto gioire dei fasti della “Beneamata” dei tempi di Herrera. Ti credo, ha ancora 44 anni. “Ma Mourinho – sospira – ce ne ha date di soddisfazioni…Speriamo adesso in Spalletti..”. Il cinque è d’obbligo tra colleghi di sventure calcistiche (attuali). Il calcio e poi la bici. L’altro hobby di Andrea è il ciclismo, tra sentieri e stradine di campagna. “Insieme ad alcuni amici qui di Viterbo”. Un intermezzo, forse il solo, che offre a sé stesso negli spazi di tempo che invece dedica alla famiglia: la moglie e una bambina. “Anche perché gli impegni di lavoro sono molti e pesanti”. A cominciare dai viaggi andata e ritorno di ogni giorno. Perché, il nostro, quotidianamente si fa in auto Viterbo-Roma-Viterbo. Da ben sedici anni. Da casa sua a Via Po nella Capitale dove c’è il suo ufficio di segretario confederale Cisl con delega per il terziario. Fa parte dei “magnifici sette” che compongono la squadra del leader, Anna Maria Furlan con la responsabilità delle politiche dei servizi e del terziario, le politiche agroalimentari, dell’edilizia, infrastrutture e difesa del suolo, le Authority ed i settori della giustizia, sicurezza, legalità.  Come ci è arrivato? “Quasi per caso. Ho cominciato, giovanissimo, come barista a Viterbo. Poi da mia padre seppi che il sindacato cercava giovani da inserire nel sindacato ed entrai nella federazione costruzioni di Roma, più tardi ne sono divenuto il segretario territoriale. Quindi al vertice della Cisl Romana. Ultima tappa la segreteria confederale. Due mesi fa mi ha chiamato Anna Maria Furlan e mi ha chiesto la disponibilità a collaborare più strettamente al suo fianco. Ho accettato senza alcuna esitazione. E’ un incarico che è motivo di orgoglio, ma anche di stimolo per impegnarmi al meglio e di più. Il futuro? Sono ancora giovane, il più giovane della segreteria, e sono felice di lavorare a fianco di un leader capace e di grande sensibilità sindacale”. Sedici anni da pendolare sono tanti, tantissimi. <Per me tornare a casa, in famiglia, ogni sera a Viterbo rappresenta una gratificazione alla quale non posso rinunciare>. Testimonianza di un legame indissolubile con la città. Anche se….secondo sospiro: “Mi spiace constatarne l’immobilismo, se non addirittura il degrado. Quando senti parlare di completamento della superstrada Orte-Civitavecchia da almeno quarantacinque anni, be’ cosa puoi sperare? Una terra cresce se ci sono infrastrutture che favoriscono gli investimenti e un hinterland che li sostiene. Qui non c’è, o non c’è ancora nulla, di tutto questo. Purtroppo”.

 

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