Alle piccole imprese in crescita 68 milioni di euro dalla Regione

Luciano Costantini

Piccole imprese crescono. Intanto per quelle viterbesi c’è da registrare un incremento del 4,1% nei primi nove mesi dello scorso anno. Ed è un dato di fatto. Ora arrivano anche i soldi, ben 68 milioni di euro, per rivitalizzare l’artigianato e dargli un respiro internazionale. Perché servono soldi, non chiacchiere che pure di questi tempi vanno assai di moda. La Regione Lazio presenta in Camera di Commercio progetti e finanziamenti per sostenere artigianato e piccole imprese. “Dobbiamo riportare i figli nelle botteghe dei padri”, chiude così il suo intervento, il governatore Zingaretti. Che sottolinea come “si sia passati dalla fase delle cose che si dovrebbero fare a quelle che si possono fare”. E allora vediamo in sintesi le cose che questi 68 milioni potranno permettere di fare in tre mosse, attraverso altrettanti bandi regionali. L’artigianato, innanzi tutto. Ci sono tre milioni per sostenere progetti di potenziamento della produttività e per l’innovazione. Seicentomila euro destinati a quello artistico e tradizionale, quattrocentomila per attività con sede in Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (“E nella Tuscia sono ben 42”, ricorda il segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia, Luigia Melaragni). Il contributo massimo previsto è di 25.000 euro per le imprese singole e di 70.000 per quelle che si aggregano. I progetti potranno arrivare ad una copertura a fondo perduto fino al 100% per le aziende che assumono giovani under 35. La seconda leva è quella della internazionalizzazione per la quale sono previsti 2,2 milioni di contributi che potranno essere utilizzati per brevetti, tutela dei marchi, servizi di temporary export manager o per inviare all’estero il primo ordine ricevuto. I finanziamenti sono concessi a fondo perduto fino a copertura del 50% o del 70% dell’investimento “L’artigianato ha un cuore antico che però non va inteso come arretratezza”, spiega l’assessore regionale allo Sviluppo, Guido Fabiani. Da ultimo, ma non ultimo, l’accesso al credito che da anni ormai rappresenta l’anello debole dell’economia. Si chiama “Fare Lazio” il pacchetto delle misure creditizie, disposto dalla Regione. Praticamente è il piatto forte del menù con una dotazione di 62,5 milioni. Oltre 38 rientrano nel Fondo Rotativo per il Credito alle imprese che concede finanziamenti a tasso zero, tra un minimo di 10.000 e un massimo di 50.000 euro. Esso prevede interventi per il manifatturiero (4,8 milioni), i costi energetici (9,6), le imprese artigiane (4), le società cooperative (3), le licenze taxi (2), il turismo (4), settori vari (9,6). Altri 1,5 milioni vanno al Fondo di Riassicurazione che punta a ridurre i costi delle aziende per l’ottenimento della garanzia offrendo una riassicurazione ai Confidi. Ancora 3 milioni per i voucher di garanzia. Infine 9,6 milioni per la Garanzia Equity sugli aumenti di capitale sociale. Insomma, una posta rilevantissima sulla quale potrebbero appuntarsi anche gli occhi della criminalità. “Il rischio zero contro la corruzione non esiste”, ammette Zingaretti. “Però – garantisce – abbiamo attivato gli anticorpi della trasparenza e della legalità che vuol dire controlli ventiquattro ore su ventiquattro, tutti i giorni”.

 

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