“Alice a Quel Paese”: le atmosfere del sogno

Due appuntamenti pomeridiani al Teatro Salvini Pitigliano che abbiamo voluto rappresentarvi, in quanto lo spettacolo è davvero meritevole e val la pena portarci i vostri bambini.
Magari organizzate una carovana di auto tra amichetti o amichette.
E’ rappresentata una Alice che ci parla di umanità intrigante, complessa, divertente del nostro animo…

Alice cade… cade… cade… e quando atterra non sa più dov’è. Ma soprattutto non sa più chi è. Di sicuro non è un pesce, ma neanche un fiore e se ne accorge bene il Gatto del Cheshire, così come il Bruco e il Cappellaio Matto. Forse è una regina, ma forse solo una bambina. Per scoprirlo dovrà attraversare quel mondo fantastico ma mai rassicurante, come in una partita a scacchi, per poi tornare con alcune risposte e altrettante nuove domande…
Lo spettacolo:
Alice ci parla dell’umanità come fanno Amleto, Edipo, Ulisse, Adamo e Paperino: ci fa incontrare gli archetipi e ci conduce nella zona più intrigante, complessa, divertente del nostro animo.
Ci porta fino in fondo a quell’universo rovesciato in cui tutto si mischia con tutto, dove le regole del mondo vengono sovvertite da leggi altrettanto rigorose, ma dotate di qualche possibilità in più…
Alice ci accompagna in un viaggio attraverso i desideri, i disinganni ed i sogni ricorrenti dell’Uomo. Lei stessa si perde, disorientata da una costante messa in discussione della propria identità, trascinata dall’assurda logica delle creature che incontra; si pone continuamente la domanda: “Chi sono?”. Quesito che troverà risposta solo alla fine, quando diventerà Regina, dopo aver compiuto un percorso in cui avrà spesso sfiorato con leggerezza tematiche affascinanti come la metamorfosi, la riflessione sul tempo e sullo spazio, il distacco tra la realtà e il linguaggio, il sognare di sognare…

Ma Alice, qualunque possa essere la sua età scenica, ha l’animo di una bambina di sette anni e tutto ciò che trova nel mondo di là assume i caratteri dell’immaginario fanciullesco, fatto di sembianze inusuali e grottesche (niente paura: nulla di rassicurante!).
Abbiamo pensato ad uno spettacolo in cui la musica, nella sua accezione più antica, facesse da protagonista: è il ritmo, infatti, che determina lo svolgersi del testo, del movimento scenico, della danza ; Chopin e Mozart danzati e cantati , rime baciate, filastrocche musicate, uscite ed entrate. Un flusso musicale che ha la forma di un cerchio e che finisce sulle stesse note del principio…battito, silenzio, buio.

Lo spettacolo è costruito con un linguaggio estremamente semplice e allo stesso tempo preposto ad una possibile sperimentazione. Una messa in scena che possa intrigare il pubblico a cinque, sei, ottant’anni.
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CONTATTI:
Peso Specifico Teatro –
E-mail: pesospecifico@gmail.com |
Potete prenotare chiamando il numero 3472656886 – 338 952 5655

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