Alessia Clementi: conquistata dalla vita di Santa Rosa e dei suoi Cavalieri

Monica Arigoni

Alessia Clementi sorianese, dove vive stabilmente da circa diciannove anni. Ha frequentato il Liceo Artistico a Viterbo e in seguito si è diplomata in Illustrazione allo IED di Roma, città dove ha vissuto, studiato e lavorato come grafica pubblicitaria per circa otto anni.

Dopo essersi dedicata alla pubblicità per importanti marchi italiani, nel 2002 esce allo scoperto come pittrice, con una mostra personale nell’ex sala consiliare del comune di Soriano nel Cimino, che la porta alla conoscenza del pubblico e della critica. E nonostante il settore della grafica pubblicitaria fa pienamente parte della sua vita, afferma di amare di più la pittura, per il senso di libertà che le trasmette. “L’arte è sempre stata con me, fin da piccola era la mia fonte di gioia ed energia. Preferivo giocare disegnando e colorando. Amo la pittura più della grafica pubblicitaria. La costruzione, a livello artistico, della pubblicità è vincolata a molte regole alle quali non ho mai amato sottostare. La pittura nasce invece dall’interno ed è leggerezza, piacere e libertà. E’ la possibilità di scegliere ogni aspetto dell’emozione che voglio trasmettere”.

Alessia è un’artista poliedrica che ama sperimentare diversi materiali e tecniche nella realizzazione delle sue opere. “Amo sperimentare tutti i materiali sagomabili e colorabili, dal ferro al legno, alle tele, cartoncini e stoffe. Anche le tecniche che ho utilizzato nel corso degli anni sono state varie, acrilici, smalti, oli, tempere, pastelli, matite, aerografo ed acquerelli. Ho prodotto oggetti d’arredamento per numerosi negozi di design d’interni, Trompe l’oeil ed altro. I personaggi derivano dall’ispirazione del momento così come le tematiche. E’ comunque presente un tema conduttore in ogni mia mostra”.

Tra il 2006 e il 2008 avviene la sua esplosione come artista, con la partecipazione e l’ottenimento di importanti riconoscimenti in ambito sia nazionale che internazionale. Diverse sono state le sue esposizioni nel suo paese d’origine e nel territorio circostante. “La Tuscia rappresenta le mie radici, l’infanzia, la tranquillità, la genuinità. Ho riportato qui la mia famiglia affinchè i miei figli potessero crescere in un ambiente che considero protetto. Tutto ciò che contraddistingue il nostro territorio, natura rigogliosa, forte connotazione storica, borghi silenziosi e sospesi nel tempo, ispirerebbero chiunque”.

Affascinata dalla figura di Santa Rosa, Alessia ha dedicato una lunga mostra alla patrona di Viterbo dal titolo “I facchini incontrano Santa Rosa”. La mostra è stata esposta prima a Viterbo, presso la chiesa degli Almadiani, ed in seguito a Soriano nel Cimino, dove si è chiusa ieri domenica 15 ottobre. Undici acquarelli dai colori pastello per celebrare e ricordare la piccola santa viterbese. Un percorso espositivo che reinterpreta le tappe più importanti segnate dagli undici miracoli più noti di Santa Rosa, realizzato con la tecnica ad acquerello monocromo sulle sfumature color seppia, dal quale emerge la vita e la quotidiana esperienza di donna e di madre. “Facendo parte del coro polifonico di Soriano, ho assistito come corista alla rievocazione storica durante la Sagra delle Castagne. In tale manifestazione è presente anche la figura della Santa mandata in esilio a Soriano con tutta la famiglia. Da qui è nata la curiosità di conoscere maggiori dettagli della vita della giovinetta, che mi ha colpito alimentando il desiderio di rappresentarne alcune fasi. A questo punto è stato necessario l’incontro con i Facchini di S. Rosa, coloro che più di ogni altro, vivono il culto della Santa con tale devozione da accollarsi l’onere e l’onore del trasporto della possente costruzione per la città di Viterbo. Ed ecco allora l’idea di raffigurare il senso di appartenenza dei Facchini alla vita della Santa, non solo nel trasporto della Macchina, ma anche nella loro partecipazione attiva ai suoi miracoli. Una Santa Rosa attuale che protegge ed è protetta dai suoi Cavalieri. Attraverso la mostra ho cercato di far emergere il senso spirituale della festa e l’elemento forte della tradizione”.

Più di 3000 visitatori hanno ammirato le opere su Santa Rosa, manifestando il desiderio che la mostra rimanesse patrimonio stabile della città di Viterbo. “Sono felice dei riscontri che tale iniziativa ha riscosso, per l’argomento trattato soprattutto nella cittadinanza di Viterbo. I commenti entusiasti, sia verbali che scritti, di più di 3.000 visitatori, mi hanno gratificato del grande lavoro svolto. La cosa che più mi ha colpito è stata la loro genuina manifestazione del desiderio che la mostra rimanesse, nella sua interezza, un patrimonio stabile della città di Viterbo. Ringrazio anche Soriano e i sorianesi, sono stati sempre un punto di riferimento che mi ha costantemente dato, mediante l’affetto e la stima che ho ricevuto durante le mie esposizioni nel paese, la forza e l’entusiasmo di evolvermi”.

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