Alessandro Alfonsini: un naso rosso per far volare via la tristezza

Il sorriso. Diceva Madre Teresa di Calcutta, “non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso”. Che sia scambiato per le vie della città, sul luogo di lavoro, nel traffico, o nelle corsie di un’ospedale, ha il magico potere di scacciare la tristezza, il dolore, o l’indifferenza.

Alessandro Alfonsini è uno stimato professionista viterbese con una carica di umanità e di sensibilità non comuni. Da cinque anni a questa parte, ogni volta che può, si toglie giacca e cravatta e indossa il coloratissimo camice dei clown di corsia. E soprattutto indossa il naso rosso, e diventa Bracco: pronto, lui e gli altri volontari dell’associazione viterbese dei Clown di Corsia “Goji Vip”, a regalare il sorriso a chi ne ha più bisogno.

Domandiamo ad Alessandro perché abbia scelto di praticare questa forma così originale e meritoria di volontariato.“Eravamo in una clinica romana a girare il video istituzionale della nostra associazione”, comincia a raccontare Bracco.  “C’era un paziente, un bimbo di tre anni, che ogni mezz’ora aveva attacchi di panico. Lui così piccolo, e già arrabbiatissimo con la vita e con noi, che tentavamo inutilmente di coinvolgerlo nei nostri giochi. Dopo un po’, la magia. La mia collega ha soffiato vicino a lui delle bolle di sapone. Gli occhi e il volto di quel bambino si sono trasformati e una luce li ha accesi. Il tecnico incaricato delle riprese si è girato verso di me, visibilmente commosso, e  mi ha sussurrato: ora ho capito perché lo fate”.

È questo il motivo per cui quattromila volontari clown in tutta Italia, e oltre cento a Viterbo, prestano servizio regolarmente in centinaia di ospedali e strutture socio sanitarie: per far volare via la tristezza, la rabbia, la solitudine e la malinconia, attraverso giochi, canzoni, gag, numeri di giocoleria e di magia: per regalare a piene mani i sorrisi, che sono una potentissima risorsa terapeutica, al pari delle medicine e delle terapie tradizionali. Un’attività che avremo modo di conoscere più da vicino sabato 21 maggio, quando Viterbo sarà in festa per la 12° giornata del Naso Rosso: dalla mattina a notte i Goji viterbesi animeranno piazza dei Caduti con canti, balli, giochi, palloncini, truccabimbi e spettacoli di arte varia.

“L’associazione Goji VIP di Viterbo fa parte della federazione VIP Italia Onlus, che raggruppa 57 associazioni in tutto il territorio nazionale. VIP sta per ViviamoInPositivo, una vera e propria filosofia di vita per ogni volontario clown”. Vivere in positivo significa anche imparare ad attingere, giorno dopo giorno, a tutte le risorse positive di cui si dispone interiormente, per metterle a disposizione di chi ne ha più bisogno, anche in circostanze difficili o drammatiche. Incontrare realtà come quelle che si trovano nei reparti di Pediatria o Oncologia del locale ospedale di Belcolle, oppure in Geriatria a Montefiascone, stringe il cuore: ci vuole infatti una grande forza d’animo, insieme a capacità di comunicare amore e vicinanza, ascolto e comprensione. Un’impresa in cui i clown di corsia riescono alla perfezione, perché lasciando spazio libero alla fantasia e alla creatività hanno semplicemente riscoperto il bambino che è in loro. E hanno seguito seri corsi di formazione, anche psicologica, che li abilitano professionalmente all’approccio in molteplici campi del sociale.

“La nostra associazione Goji Vip collabora anche con case famiglia, con ragazzi “diversamente speciali” e con scuole, perché il disagio riguarda non solo il malessere fisico, ma anche e soprattutto quello psicologico. Attraverso i nostri staff creiamo speciali progetti e laboratori, dove praticare giochi di gruppo e di fiducia. A scuola ho visto accadere cose meravigliose: anche i cosiddetti bulli si lasciano catturare, coinvolgere. La nostra è un’attività imperniata sulle emozioni: cerchiamo di trasmetterle e di tirarle fuori da chi abbiamo di fronte, come pifferai magici”. Emozioni positive, represse dal carico di responsabilità e di stress che avvelena la nostra vita quotidiana: tutti indistintamente abbiamo bisogno di leggerezza. “Credo che il mio impegno in questo volontariato sia il mio modo di ringraziare la vita di tutto ciò che ho, che è tantissimo. E forse paradossalmente c’è anche tanto egoismo in questo, perché ottengo in cambio emozioni che sono un tesoro molto più grande di ogni ricompensa materiale”.

FOTO di copertina di Susan M. Macrina

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