Aldo Quadrani: Bagnaia agli occhi di un incurabile innamorato

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E’ il quarto di una generazione di incurabili innamorati. Prima di lui, Vincenzo Frittelli, il capostipite. Poi Bruno Barbini e Franco Pierini. Ora Aldo Quadrani, tutti presidenti dell’associazione “Amici di Bagnaia – Arte e Storia> (oltre 110 soci). Ma soprattutto, amanti della frazione di Viterbo. “Che fino al 1928 – puntualizza lo stesso Quadrani – era Comune. Però Viterbo a quel tempo per diventare Provincia aveva bisogno di ampliare il numero dei suoi abitanti e così Bagnaia passò sotto il Comune capoluogo perdendo il diritto ad autoamministrarsi. Pazienza”.

Magari lei vorrebbe tornare al passato? “No, anche perché il cambiamento comporterebbe nuovi problemi”. Dettagli anagrafici comunque che non incidono sui sentimenti. Gli occhi di Aldo Quadrani sono lì a testimoniarlo: ti cita date, fatti e persone che non sono semplici riferimenti storici, ma scampoli di emozioni. Villa Lante è l’emblema stereotipato del luogo, ma la torre civica è l’icona più popolare anche se meriterebbe di essere aperta al pubblico. “C’è il progetto, mancano i soldi per realizzarlo. Come al solito”.

Una torre datata 1201 che nasconde un piccolo segreto. Si chiama Pucciarella ed una testina in pietra candida, incastonata nel muro a qualche metro da terra. “E’ un lontano omaggio a una popolana che in occasione dell’assedio dei Lanzichenecchi fece cadere un pesante mortaio sulla testa del loro capo uccidendolo e provocando la fuga degli assedianti”. Al nostro brillano gli occhi di orgoglio. E a destra, rispetto alla porta di ingresso del centro storico, un’altra meraviglia: “L’ha mai viste due meridiane, una accanto all’altra? Qui ci sono. Esse indicano infatti quante ore mancano al tramonto. Quando la meridiana indica le 23 manca un’ora al tramonto, quando indica le 20 vuol dire che mancano quattro ore al tramonto”. L’escursione prosegue a palazzo del Gallo, vecchia sede comunale, dove studenti dell’università della Tuscia stanno restaurando affreschi del ‘500. “Ci siamo tenuti una stanza – spiega Quadrani – per incontrarci e tenere qualche convegno, sempre con l’obiettivo di migliorare Bagnaia. Questa è la nostra parola d’ordine”.

Ma impegno ed amore evidentemente non possono realizzare i miracoli. “Lo sappiamo bene, ma l’arte del possibile è sicuramente di questa terra”. Per esempio? Un sospiro accompagna lo sguardo rivolto al cielo. “Vorremmo che non si ripetesse più ciò che è accaduto ad agosto e settembre scorsi”. E cosa è avvenuto? “Che quattro nostri volontari hanno dovuto garantire l’apertura di Villa Lante perché gli addetti erano in ferie. Stiamo parlando di un gioiello d’Italia. E poi, è mai possibile che a Bagnaia non ci sia un vigile urbano in pianta stabile?”. Giriamo la segnalazione al primo cittadino.

La valorizzazione di un borgo punta certo sui tesori storico artistici che raccoglie nel suo scrigno, ma passa pure per messaggi più semplici come il concorso delle pizze di Pasqua. “Bagnaia va giustamente orgogliosa di questa sua primizia. Siamo giunti alla quarta edizione e magari in futuro affiancheremo questa ad altre iniziative. Sì, l’appetito viene mangiando. Parola di presidente del club enogastronomico viterbese”. E chi sarebbe? “Sempre io, Aldo Quadrani”.

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