Ai Facchini del Trasporto 2016 la pergamena della benemerenza civica

Donatella Agostini

Si abbassano le luci al teatro dell’Unione: nel filmato che mostra il trasporto della Macchina di Santa Rosa del 2016, scorrono le immagini dell’esercito dei facchini che marcia spedito per andarsi a prendere la piccola Santa, e portarla trionfalmente alla sua Chiesa. Irreggimentati come soldati, aggraziati quando in un solo movimento fluido “accapezzano” il ciuffo, cioè la protezione in cuoio che non gli farà sentire troppo male, là sotto le travature di legno, nella vita di tutti i giorni i facchini sono uomini semplici, schivi, normali. Il 14 ottobre, sul palcoscenico del prestigioso teatro viterbese, quasi tutti indossano camicia e cravatta, ma è certo che si sentirebbero molto più a loro agio nella loro bella divisa bianca e rossa. Chiamati ad uno ad uno sul palco, divisi tra ciuffi, spallette, leve e corde, cioè i ruoli che ricoprono sotto la Macchina, ricevono dalle mani del sindaco di Viterbo Leonardo Michelini la pergamena della benemerenza civica, tra gli applausi delle loro famiglie, che gremiscono i palchetti del teatro. Il conferimento della benemerenza ai facchini è in riferimento al trasporto effettuato nel 2016, in occasione del Giubileo della Misericordia, quando il percorso tradizionale, già molto impegnativo, è stato allungato di circa 700 metri, per permettere meglio ai numerosissimi spettatori accorsi di godere dello straordinario spettacolo. Inoltre, per tributare un doveroso omaggio alle popolazioni terremotate, nel 2016 è stato fatto un ulteriore e faticoso “sollevate e fermi”, cioè un sollevamento supplementare della Macchina. I facchini incarnano la viterbesità più schietta, genuina, di poche parole e di tanti fatti. «Sono la forza che rappresenta la città intera, la gente che la sera del tre settembre corre ad acclamarli. Che lavora, che fatica, che soffre con loro», ha esordito il sindaco Michelini. Premiati i facchini, ma anche lo staff medico, i fotografi, gli addetti al trasporto, e per ultimi i costruttori e l’ideatore, Raffaele Ascenzi, hanno ricevuto la speciale benemerenza. «Persone normali che volontariamente dedicano gran parte dell’anno alla preparazione di questo importante evento. Voi rappresentate l’identità collettiva in cui tutti i viterbesi si riconoscono. Questa sera celebriamo la vostra forza». E allora, per dirla alla maniera del capo facchino Sandro Rossi, che la sera del tre coordina e guida i facchini durante il trionfale Trasporto, diciamo anche noi: «Avanti, Santa Rosa!».

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